Il dolore
Quindici progetti per riqualificare le terme Torretta di Montecatini
Presentati gli elaborati degli studenti dell’Università di Firenze. Ora si spera che qualche privato possa metterli in pratica
MONTECATINI. Il recupero delle Terme Torretta passa dalle idee degli studenti dei dipartimenti di architettura e ingegneria ambientale dell’Università di Firenze.
Il corso semestrale (“Studio per il restauro, la riabilitazione funzionale per la conservazione futura e la valorizzazione del parco Torretta e dei complessi architettonici”) cominciato a ottobre 2014 da un’idea lanciata dall’albergatore Dante Simoncini, è giunto a termine e ieri in municipio sono stati presentati i risultati. Ora spetterà alle Terme (o, più verosimilmente, a un eventuale soggetto privato interessato) dare concreto seguito alle proposte.
Il programma didattico è stato suddiviso in tre insegnamenti: “Restauro architettonico”, “Geomatica per la conservazione dei beni culturali” e “Statica e stabilità delle strutture murarie”, rispettivamente condotti dai professori Giuseppe Alberto Centauro (coordinatore), Grazia Tucci e Ugo Tonietti. Il corso è stato frequentato da 48 studenti (anche stranieri e tra questi brasiliani e colombiani) che, suddivisi in 15 gruppi, hanno prodotto studi, rilievi e progetti. Hanno collaborato anche gli architetti Demetrio Cutrupi (tutor) e Claudia Massi.
«I risultati – spiega il prof. Centauro – costituiscono un’esemplificazione dei lavori di studio svolti nel corrente anno accademico. Gli elaborati saranno seguiti da ulteriori ricerche, a cominciare da una tesi di laurea, attualmente in corso di elaborazione, e da altre attività di analisi che, unitamente a quanto fin qui prodotto con il laboratorio di restauro, saranno esposte alla cittadinanza in una mostra documentaria il prossimo autunno, anche al fine di fornire un contributo di idee che si auspica essere proficuo per la conservazione e la valorizzazione del parco Torretta e il restauro dei manufatti artistici, oggi giacenti in stato di degrado».
«Abbiamo comunque trovato gravi problemi, ma nessuna pericolosità nei manufatti esaminati», aggiunge l’architetto Cutrupi. Il lavoro svolto in questi mesi ha previsto rilievi in situ, studi sui materiali e sullo stato di conservazione, inquadramento storico-ambientale fino ad arrivare alla consegna di 15 masterplan, in cui sono stati tradotti tutti gli elementi del progetto. Tra le idee più interessanti troviamo una estensione dell’area verde e dell’elemento acqua fino a far diventare i manufatti un soggetto complementare; la realizzazione di un centro d’arte contemporanea; la sistemazione dell’area ludica con ristorante e con l’acqua intesa al di là dei suoi aspetti salutistici; l’utilizzo della piazza interna al porticato come spazio in cui inserire sculture; il recupero delle serre per farne una biblioteca tematica.
«Speriamo che sia stato solo l’inizio di un percorso – spiega Centauro – visto che alcune parti (come la torretta, l’ipogeo e la chiesetta) sono ancora totalmente da studiare. Ora servirebbe una strategia condivisa, se vogliamo produrre qualcosa di più concreto». La palla, in altre parole, passa agli attori locali. «È un primo step – commenta il sindaco Giuseppe Bellandi – poi i progetti possono essere integrati e costituire un maggior appeal per un privato che fosse interessato all’area».
E l’amministratore unico delle Terme, Fabrizio Raffaelli, prossimo alla fine del mandato: «Speriamo che il progetto possa essere davvero avviato da chi mi succederà».
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