Sicurezza
Sanità: «Si apra la consulta ai comitati e ai sindacati non confederali»
Pescia, il consigliere di Percorso Comune Paolo Varanini annuncia una mozione per modificare la composizione dell'organismo
PESCIA. Una consulta che, fondamentalmente serve a poco o nulla, solo a creare «un finto dibattito» vista la sua composizione. Questo il giudizio sulla consulta sanità di Paolo Varanini, consigliere comunale di Percorso Comune, ma anche membro della stessa consulta, nata per tutelare il sistema sanità e l’ospedale di Pescia.
Uno strumento, sostiene Varanini, che potrebbe essere invece utile e importante, se però fossero coinvolti altri soggetti al suo interno: una richiesta che - attraverso una mozione in consiglio - sarà presentata al Comune di Pescia.
«Il 16 aprile si è riunita la consulta sanità, con all'ordine del giorno "i patti territoriali" che i sindaci della conferenza avevano stipulato nel giugno 2013 – scrive Varanini – le riflessioni dovute ed immediate, necessarie sono che quando si parla di sanità e di ospedali non si può procedere con criteri prevalentemente ragioneristici, e che le scelte fatte, alla luce del principio di cui sopra, non garantiscono ai cittadini un'assistenza sanitaria pubblica accessibile, efficiente, efficace, di qualità e sicura. Questo è uno degli esempi eclatanti di quanto è accaduto con la chiusura del reparto di pediatria dell'ospedale di Pescia, il cui assenso è stato dato dalla Conferenza dei sindaci e nei patti territoriali senza tener minimamente conto delle caratteristiche del territorio».
«Importante e pertinente è l'operare del Tribunale per i diritti del malato – continua Paolo Varanini – che ha realizzato, attraverso le sue sedi locali, una ricognizione sul territorio per evidenziare le criticità che verrebbero fuori dall'ipotesi di chiusura di 175 piccoli ospedali con meno di 120 posti letto e in vista dell'adozione del nuovo "Regolamento sugli standard ospedalieri", oggetto di confronto tra Ministero e Regioni all'interno del Patto per la Salute. Il dossier è stato inviato al ministro della Salute, alla Conferenza delle Regioni e alle Commissioni parlamentari competenti per materia. Fra queste rilevanti e pertinenti al nostro caso appaiono le seguenti: il processo di riorganizzazione dell'assistenza ospedaliera non può basarsi sul solo numero di posti letto presenti nella struttura e la scelta di chiusura o riconversione degli ospedali deve essere fatta considerando fattori come le caratteristiche specifiche di quel territorio in termini di orografia e flussi turistici (come zone montane, piccole isole e così via)».
«Alla luce di tutto questo – conclude il consigliere di Percorso Comune – ci sembra che la consulta che dovrebbe essere un luogo importante per monitorare e confrontarsi con gli operatori sanitari, con gli utenti e con l'Asl, su temi riguardanti l'ospedale di Pescia e il territorio, sia come al solito un organismo consultivo, i cui rappresentanti sono scelti dall'azienda in modo da creare un finto dibattito. Infatti, ci domandiamo a cosa serve se non a ratificare decisioni prese altrove in modo tutt'altro che democratico. Percorso Comune annuncia una mozione per la modifica del regolamento della consulta, in modo da coinvolgere altri soggetti come i comitati (Crest) e rappresentanti di sindacati non confederali, ormai più rappresentativi degli stessi perché possano realmente rispondere alle esigenze del territorio e dei suoi cittadini».
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