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Sarà anticipata la chiusura della discarica del Fossetto a Monsummano

di Luca Signorini
Sarà anticipata la chiusura della discarica del Fossetto a Monsummano

Il piano paesaggistico regionale impedirà la realizzazione della settima vasca L’impianto avrebbe dovuto cessare l’attività nel 2019, lo farà nel dicembre 2016

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MONSUMMANO. La discarica del Fossetto chiuderà nel dicembre 2016. Lo conferma una nota tecnica dei gestori (la cooperativa Muratori Sterratori e Affini) che, a partire dal novembre 2014, indica in 26 mesi il “ciclo vita” dell'impianto.

E arriva la conferma che la settima vasca di accumulo dei rifiuti, con una capienza di 200.000 metri cubi, non si farà: questo perché in contrasto con il Pit, cioè il piano d'indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico adottato dalla Regione nel settembre scorso. La discarica non verrà quindi ampliata e non rimarrà in attività fino al 2019, come era stato annunciato in un'assemblea pubblica tre anni fa (quando la chiusura era prevista nel 2013).

«La questione ruota intorno non tanto alla “vita” dell'impianto, ai mesi e agli anni – dice il sindaco Rinaldo Vanni – ma alla quantità di conferimento d'immondizia e alla riduzione dei rifiuti, che sono diminuiti, un po' per la crisi economica e un po' per l'introduzione, a Monsummano, Larciano e Lamporecchio, del sistema di raccolta porta a porta. Abbiamo calcolato che con le attuali superfici di stoccaggio andremo avanti per tutto il 2016. Poi dovremo valutare: se entrerà in funzione il termovalorizzatore di Casa Passerini e continueranno a diminuire i rifiuti chiuderemo definitivamente l'impianto con la bonifica dell'area, altrimenti vedremo dove collocare la nuova vasca di accumulo, che non necessariamente dovrà trovarsi sul territorio di Monsummano».

Il Pit ha bocciato l'ampliamento perché i 20.000 metri quadrati di area interessata si trovano a meno di 300 metri da un lago (il Lago Borghese), «anche se non è un vero e proprio lago ma un bacino idraulico utilizzato per l'irrigazione e non dovrebbe rientrare nella normativa», aggiunge Vanni.

Il piano regionale, in più, pare mettere dei paletti anche alla costruzione del nuovo stabilimento della Iti Box, azienda cartaria che si trova nelle vicinanze. La Papier International, società proprietaria dell'industria, è sempre ai ferri corti con il Comune: le due parti hanno un contenzioso pendente di fronte al Tar della Toscana, l'oggetto è proprio la zona individuata per la realizzazione del nuovo centro di stoccaggio, che è di proprietà dell'Iti, «ma il nuovo piano strutturale e regolamento urbanistico in vigore è conforme all'esproprio totale dell'area, e quindi può essere attuato», sottolinea il sindaco di Monsummano.

In pratica, tutte queste situazioni non ben definite hanno spinto amministrazione e Cmsa a trovare soluzioni alternative per la discarica. Cioè a recuperare volumetrie all'interno dell'impianto per oltre 70.000 metri cubi con il contestuale trasferimento dell'impianto a biogas, anche se non viene specificato dove.

C'è poi il discorso aperto sul piano di recupero ambientale e paesaggistico (in carico ai gestori) con la nascita di un grande parco urbano (con laghetto, palestre all'aperto, installazioni a verde e giochi per bambini) a un passo dal Padule di Fucecchio (un'opera da 2 milioni e 600.000 euro). «Questo è l'intervento che ci sta più a cuore e su cui Cmsa dovrà iniziare a lavorare al più presto per essere attuato su stralci diversi – chiude Vanni – a breve convocherò con loro un incontro per discuterne nei dettagli».

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