Sicurezza
Artigiani calzaturieri Al via un corso per la formazione
L’iniziativa al Ceq di Monsummano e nelle aziende con l’obiettivo di mantenere alta la qualità della produzione
MONSUMMANO. Il “percorso di specializzazione per il processo di realizzazione delle calzature” inaugura ufficialmente la “scuola della scarpa” promossa da Confindustria Pistoia (tramite la sua agenzia formativa Servindustria) al Centro di eccellenza e qualità di via Lama.
Sono dieci i corsisti (su una cinquantina di domande) che tra una decina di giorni inizieranno le lezioni, con prova finale a settembre dopo 600 ore di formazione, 305 in aula e laboratorio e 295 di stage in aziende del territorio. L'obiettivo è fornire specifiche competenze per lavoratori altamente specializzati nella realizzazione dei cartamodelli di tomaia, nell'industrializzazione di forme e altre costruzioni per la messa in costruzione dei modelli e nelle tecniche di controllo e qualità degli approvigionamenti, dei processi e dei prodotti. L'iniziativa, progetto condiviso tra associazione industriali, Comune, Provincia e Camera di Commercio, si rivolge a persone inoccupate, disoccupate, inattive e ai lavoratori in cassa integrazione. È finanziata dalla Regione tramite il fondo sociale europeo, e prevede una partecipazione gratuita.
Ha così avuto seguito nei tempi annunciati il “documento d'intenti” firmato a Monsummano a dicembre per “il potenziamento delle attività e delle misure a sostegno del sistema integrato di servizi per il settore calzaturiero”. Un comparto colpito ma non affondato dalla crisi economica, che oggi conta 284 aziende attive per oltre 2.000 dipendenti. E rappresenta un distretto importante per tutto il territorio provinciale. E che non può “morire”, soprattutto dopo le recenti chiusure di alcuni gloriosi stabilimenti, come Meg, Parlanti, Tosi Vannino, Folag. Da qui la proposta di una formazione diffusa sul territorio, con le istituzioni e le realtà industriali direttamente coinvolte. Per “aggredire” il mercato globale, mantenere e incrementare commesse e guadagni, non disperdere i lavoratori vanto del made in Italy, i più autentici possessori del know how del mocassino, che servono brand di rilevanza internazionale come Prada, Gucci, Scervino, Ferragamo.
La “scuola della scarpa” dovrà ora unirsi all'altro progetto in cantiere: cioè l'ampliamento e il rafforzamento del distretto calzaturiero, così da rendere maggiori le possibilità di ricevere finanziamenti e favorire la condivisione di esperienze e professionalità.
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