Il Tirreno

Montecatini

Borgioli prova a tenere in vita il Gran premio

Dopo 38 anni il Gp Industria e commercio è a forte rischio. Tiepido interessamento della Federazione

2 MINUTI DI LETTURA





LARCIANO. La crisi continua a mordere e non risparmia nessuno, neanche il mondo del ciclismo. Prova ne è il “Gran premio industria e artigianato di Larciano”, la classica che, giunta alla sua 38° edizione, quest’anno non si disputerà. A prendere la parola è Urbano Borgioli, presidente dell’Unione ciclistica larcianese nonché principale organizzatore dell’evento.

«È sempre molto difficile organizzare una corsa, e per farlo occorre l’impegno e la collaborazione degli addetti ai lavori, della Federazione italiana ciclismo e naturalmente degli sponsor». È molto preciso Borgioli: la questione non è ancora del tutto chiusa, anzi. Le motivazioni che hanno portato l’ Unione ciclistica larcianese a dire no alla trentanovesima edizione del Circuito di Larciano sono diverse. «Lo scorso anno abbiamo posticipato il Gran premio, che di solito si teneva a fine aprile, a causa delle troppe manifestazioni che vi erano in quel periodo. Ci siamo accorti però che la maggior parte delle società di categoria World Tour faceva partecipare alla nostra gara soltanto ciclisti di terza fascia, considerandola probabilmente meno importante rispetto ad altre competizioni ciclistiche. Il Gran premio di Larciano vanta, tra i suoi vincitori, ciclisti del calibro di Gimondi, Moser, Gavazzi, Saligari, Nibali e Cunego».

Ma lo spettro della crisi economica aleggia sull’organizzazione della corsa. «Già negli anni passati - continua Borgioli - era diventato difficile riuscire a trovare finanziatori, che dessero un contributo sostanziale alle ingenti spese che dobbiamo sostenere ma, anche se a fatica, con un nostro maggiore impegno, eravamo riusciti nell’impresa. Quest’anno, invece, ci siamo trovati di fronte alla dura realtà: un’oggettiva difficoltà nel trovare sponsor». Borgioli mette in luce un altro aspetto molto importante. Grazie al Gran premio, infatti, gli hotel e i ristoranti di Larciano, Lamporecchio, Vinci e Montecatini ricoprivano un ruolo fondamentale, ospitando i team di ciclisti di tutto il mondo. Il Gran Premio, secondo Borgioli, rappresentava un periodo prospero per molti, anche se breve, in cui l’economia effettivamente girava. «A luglio dello scorso anno - dice Marco Callarelli gestore dell’Hotel Castelmartini di Larciano - il Team dell’Astana alloggiò nel nostro hotel. Avevamo aperto da poco e registrammo il tutto esaurito».

Quando chiediamo a Borgioli se questo sarà un addio definitivo alla gara, risponde così: «Spero proprio di no, soprattutto perché il Gran Premio di Larciano rappresenta un importante momento sportivo ma anche e soprattutto sociale, in cui le imprese e le aziende della Valdinievole sono le vere protagoniste. Intanto, in seguito alla pubblicazione dei miei appelli sulla stampa, ho visto un primo, timido interesse da parte della Federazione italiana ciclismo».

M.T.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa