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Da Puledro a Lorenzo, generazioni vincenti

Roberto Grazzini
Da Puledro a Lorenzo, generazioni vincenti

La famiglia Vettori rappresenta la continuità dei trionfi del Montecatini

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MONTECATINI. Francesco Vettori era una bella promessa (poi mantenuta) del calcio montecatinese. Quarantuno anni fa faceva la spola fra la formazione allievi e quella juniores biancoceleste e quel giorno d’aprile del 1974 si trovava a bordo campo, in tuta sociale, pronto ad invadere il terreno di gioco, per festeggiare la storica promozione in D della squadra della sua città. Non rimase l’anno dopo in D perché la società lo mandò a farsi le ossa a Pescia, ma quando tornò fece presto a trovarsi lo spazio che meritava in quella splendido squadrone termale che dettava legge in C. Quando partiva sulla fascia era incontenibile, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Puledro”. Per il forte attaccamento ai colori sociali, tipico dei rudi montecatinesi di “sottoverga” come lui, piace a tutti gli allenatori ma il suo mentore resta Amos Mariani. È l’esperto trainer, bagnaiolo doc, ad esaltarne le qualità e a fare di Puledro un esempio per i compagni, fino al premio, per qualche domenica, della fascia di capitano. Non a caso domenica mattina, 12 aprile, Francesco rappresenterà la squadra di allora nella cerimonia d’inaugurazione del nuovo campo sintetico intitolato al compianto Amos.

Torniamo alla nostra storia, dicendo che Vettori fa in tempo a lasciare il vascello biancoceleste prima della incontrollabile tempesta dei primi anni 80 ma rischia la vita in un terribile incidente. Poi però si ristabilisce fino a rimettersi addirittura le scarpette. Intanto il primogenito Federico si distingue nel vivaio biancoceleste. Non ha i piedi del babbo, compensati dalla stazza e dall’imperioso colpo di testa. Lo prende l’Empoli e vince il Torneo di Viareggio prima di una lunga carriera tra i professionisti in C. Da “Puledro” ha ereditato carisma, serietà e personalità tanto da essere adesso, alle soglie delle 33 primavere, il capitano del Pontedera.

E veniamo a Lorenzo, il secondogenito, dieci anni più piccolo. I primi calci li tira all’Oratorio Murialdo. L’Empoli ci scommette come sul fratello. Colleziona presenze nella Sestese in serie D prima di vincere il campionato d’Eccellenza col Jolly Montemurlo. Quindi il ritorno a casa e la promozione in D col suo Montecatini. E papà Francesco domenica 12 aprile sarà in campo assieme ad altre vecchie glorie prima della partita per ricevere l’applauso del pubblico che l’adorava e per ringraziare questi ragazzi e suo figlio.

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