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Montecatini

Progetto presentato in municipio

Il rilancio della montagna nel piano dei suoi abitanti

Il rilancio della montagna nel piano dei suoi abitanti

PESCIA. La montagna chiama, l'amministrazione risponde. Ed è la prima volta che succede. Almeno secondo Publio Biagini, personaggio tra i più attivi e poliedrici della Valleriana, responsabile - tra...

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PESCIA. La montagna chiama, l'amministrazione risponde. Ed è la prima volta che succede. Almeno secondo Publio Biagini, personaggio tra i più attivi e poliedrici della Valleriana, responsabile - tra le altre cose - di avere fatto convergere intorno al gruppo nato su facebook “Io amo la Valleriana” (che nel giro di pochi mesi ha registrato oltre mille adesioni) persone, energie, idee, proposte da cui è scaturito in ultimo un progetto per il rilancio della montagna pesciatina.

Il progetto è stato redatto in maniera gratuita da alcuni membri del gruppo: due architetti, due storici e un perito agrario ed è stato sottoposto all'attenzione dell'amministrazione Giurlani, che dopo averlo esaminato ha fornito rassicurazioni circa il fatto che costituirà una “base ideale” da cui partire per l'attuazione delle politiche per la montagna.

«E si tratta di una novità assoluta – sottolinea Biagini – in quanto, per la prima volta, un'amministrazione comunale dimostra di voler prendere in considerazione le istanze che provengono dal territorio».

Le proposte elaborate dal gruppo “Io amo la Valleriana” si muovono su due direttrici principali: la riqualificazione ambientale e il rilancio turistico. Per realizzare la prima si potrebbe iniziare dal costituire una o più cooperative, di giovani e meno giovani, che si occupino del ripristino ambientale e paesaggistico del territorio ed in particolare dei boschi, dei cespuglieti e delle brughiere, dei sentieri storici, dei corsi d'acqua minori, delle strade poderali e interpoderali sia in terra che sterrate e dei sentieri del Cai, invertendo quel processo di abbandono che ha investito la montagna negli ultimi anni. Per far questo ci vogliono mezzi adeguati però, un'area che li ospiti insieme ai materiali, una piccola sede per la vita operativa delle cooperative e tutto questo dovrebbe essere messo a disposizione dal Comune col contributo della Regione e di altri enti preposti.

Anche il turismo rappresenta una risorsa su cui investire, a questo è dedicata la seconda parte del progetto, nel quale si chiede all'amministrazione di mettere a disposizione uno o più opifici abbandonati per consentire la realizzazione di strutture ricettive “elementari” in grado di garantire l'accoglienza minimale di quegli enti e associazioni (scout, cai, istituti, parrocchie) “interessate ad un turismo di base, senza fronzoli, finalizzato al godimento della natura così come è”. Nell'idea dei proponenti, infine, l'offerta turistica di base potrebbe essere integrata con un “campeggio natura”, abilitato alla dislocazione delle piazzole per le tende e dotato di bungalows prefabbricati in legno e di un parco avventura. (m.s.)

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