Il Tirreno

Montecatini

Show di Luciano Moggi al teatro Verdi

David Meccoli
Luciano Moggi firma autografi al teatro Verdi di Montecatini (Foto Nucci)
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Luciano Moggi firma autografi al teatro Verdi di Montecatini (Foto Nucci)

A Montecatini l'ex direttore sportivo della Juventus ha presentato il suo libro "Il pallone lo porto io" all'indomani della sentenza della Cassazione che ha dichiarato prescritto il reato di cui era accusato nell'inchiesta denominata  Calciopoli

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MONTECATINI. Nel venerdì della Passione Luciano Moggi non ha nessuna voglia di portare la sua croce. “Calciopoli? Un processo farsa”, “La prescrizione? C’è chi non la accetta”, “Il calcio italiano di oggi? E’ quello che per poco non perde con la Bulgaria”. L’occasione è stata la presentazione del libro “Il pallone lo porto io”, andata in scena al teatro Verdi di Montecatini. L’incontro ha avuto il sapore un po’ autocelebrativo, con tanti amici attorno a Lucianone che ha dispensato massime e raccontato la sua personalissima verità su Calciopoli e sul processo che ne è seguito. “Amici” che hanno reso l’appuntamento una sorta di comizio senza contraddittorio, piuttosto che un vero e proprio talk-show, come era stato presentato dagli organizzatori. Con l’ex direttore sportivo della Juventus, che ha scelto Montecatini per sua prima uscita pubblica dopo la sentenza della Cassazione, sul palco c’erano anche Andrea Ligabue (coautore del libro), Nicola Penta (consulente della difesa di Moggi) e Giuseppe Tassi (direttore di Qs).

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Nel pubblico (un centinaio di persone) gli ex juventini Brio e Birindelli e tanti tifosi che ancora lo vorrebbero a guidare il mercato (e non solo) della Vecchia Signora. Prescritto ma non assolto: la prescrizione è infatti calata come una scure purificatrice su quasi tutto il processo Calciopoli, una vicenda che ha profondamente avvelenato il calcio italiano una decina di anni fa e di cui ancora si sentono gli effetti. E’ così che si è concluso pochi giorni fa in Cassazione il processo che ha però confermato l’esistenza di un’associazione a delinquere, cancellata solo dal passare del tempo nella lenta giustizia italiana.

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Ma Big Luciano non ci sta. “Un processo politico di cui sono stato vittima per 9 anni e mezzo”, ha detto l’ex direttore sportivo della Juventus, “I giudici – ha detto ancora l’ex manager – hanno appurato che i campionati e i sorteggi arbitrali erano regolari. L’unico ‘sodale’ della Juventus, secondo i giudici, è risultato essere l’arbitro De Sanctis, che in quel campionato arbitrò 5 volte e in 4 occasioni la Juventus perse. Il pm diceva che a telefonare ai designatori eravamo solo noi, e invece con il tempo è venuto fuori che di telefonate ce ne erano a chili da parte di tutti”. L’ex ds ha anche ricordato i tempi bui delle prime fasi di Calciopoli. “Mi hanno aiutato la religione e il burraco”. Poi Moggi è tornato sul famoso episodio con l’arbitro Paparesta. “Ma quale sequestro, i dirigenti potevano andare a trovare l’arbitro dopo la partita e io l’ho fatto. Lui ci aveva fatto perdere una partita con la Reggina e io gli ho detto che sarebbe stato da chiudere dentro la stanza per poi gettare la chiave in mare. Ma da qui a farlo davvero ce ne passa”. Uscito prescritto dal processo su Calciopoli, Luciano Moggi rischia ora di essere di nuovo trascinato in tribunale per diffamazione nei confronti di Giacinto Facchetti, ex presidente dell’Inter scomparso nel 2006. In tv Moggi ha detto a Javier Zanetti che Facchetti aveva contatti con gli arbitri. “Per questo – ha detto Moggi– il figlio di Giacinto, Gianfelice, mi ha querelato, ma è stata la procura federale a sottolineare il comportamento non corretto di Facchetti e a dire che era l’Inter la società che rischiava più di tutte. Mi ha querelato? Bene, ora ne subirà le conseguenze”. Spazio anche al mercato, con alcuni retroscena interessanti. Trezeguet e Zidane i colpi più riusciti della sua carriera; Snejder, De Rossi, Aquilani e addirittura Cristiano Ronaldo gli acquisti saltati all’ultimo minuto. “De Rossi e Aquilani stavano per arrivare alla Juventus nell’affare che avrebbe dovuto portare Davids alla Roma. Io avevo chiesto 13 miliardi di lire più i due giovani e la Roma stava per darmeli. Poi, forse, qualcuno si decise ad andare a vedere come giocavano in Primavera…”. “Cristiano Ronaldo – ha aggiunto Moggi – aveva già fatto le visite mediche a Torino: allo Sporting avremmo dato Salas più 5 miliardi, ma quest’ultimo rifiutò il trasferimento e arrivò il Manchester United che se lo prese”.

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