Sicurezza
Dimessa dall’ospedale la trovano morta nel letto
Pescia: medico del pronto soccorso indagato per omicidio colposo per aver rimandato a casa una donna di 68 anni arrivata poche ore prima con la glicemia a 500
CHIESINA UZZANESE. Quando è arrivata al pronto soccorso, in ambulanza, la causa del malore, del suo senso di disorientamento, è apparsa chiara: cardiopatica e malata di diabete, aveva la glicemia a 500, a fronte di un valore che normalmente, nelle persone sane, oscilla tra 70 e 110. Un livello di zuccheri nel sangue da coma diabetico. Poco più di tre ore dopo, ricevute le cure del caso, Piera Sonnoli, 68 anni, di Chiesina Uzzanese, è stata dimessa dall’ospedale di Pescia, e riportata a casa, nonostante le perplessità dei familiari per il mancato ricovero. Per poi essere trovata priva di vita nel suo letto, dalla nuora, la mattina successiva.
Erano all’incirca le dieci di domenica scorsa, 29 marzo. Per quella morte sospetta, la procura ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Indagato, il medico del pronto soccorso che quella sera visito e dimise Piera Sonnoli. Sulla salma della donna, mercoledì mattina, è stata eseguita l’autopsia all’obitorio di Pistoia. Consultente tecnico della procura, il medico legale Alberto Albertacci, chiamato ad accertare le cause del decesso: al termine dell’esame, dal quale, sembra, non siano emersi elementi eclatanti, si è manifestata l’esigenza di eseguire ulteriori accertamenti, anche tossicologici, alla quale si sono associati anche i periti nominati dall’avvocato difensore del medico indagato e da quello che rappresenta la famiglia della donna morta.
Piera Sonnoli, originaria di Uzzano, abitava a Chiesina in via del Campo, con il figlio Massimo Matteucci e la nuora Natalia. È stata quest’ultima a trovare la suocera priva di vita nel letto, domenica mattina. Ai carabinieri intervenuti sul posto, i familiari della defunta hanno raccontato del malore accusato la sera precedente, del trasporto in ospedale con l’ambulanza attorno alle 22 e della dimissione all’una e venti della notte, con la diagnosi di “crisi iperglicemica”, senza giorni di prognosi e, con il consiglio, annotato sul referto del medico (poi indagato), di recarsi lunedì mattina al Centro antidiabetico per un eventuale aggiustamento della terapia farmacologica. Ai carabinieri, la figlia della donna, Sergia, ha manifestato le proprie perplessità su quella dimissione dal pronto soccorso, soprattutto a fronte del fatto che la madre aveva ancora la glicemia a 200.
Informato dai carabinieri, il magistrato di turno in procura ha perciò disposto che la salma venisse trasportata all’obitorio di Pescia, aprendo un fascicolo per accertare se all’origine della morte dlela donna vi sia o meno una qualche negligenza medica. Disposto anche il sequestro della cartella clinica.
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