Sicurezza
Faceva prestiti con interessi usurari, condannato a 4 anni
Montecatini: a denunciarlo fu un’albergatrice che a fronte di un prestito di cinquantamila euro ne avrebbe dovuti restituire 287.484
MONTECATINI. Veniva considerato l'alternativa alle banche. Quando gli istituti di credito dicevano «no» ci si poteva rivolgere a lui. Arrestato e finito sotto processo per il reato di usura, dopo quasi cinque anni di udienze, per Gaspare Sanfilippo, 65 anni, originario di Palermo, domiciliato tra Montecatini e Monsummano, è arrivata la sentenza di condanna per quattro dei dodici capi di imputazione a lui contestati: 4 anni di reclusione e 15.000 euro di multa, con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e senza sospensione condizionale della pena.
Sanfilippo, al termine di un'indagine della Guardia di Finanza iniziata nel 2008, venne arrestato nell'ottobre del 2009. Alla misura della custodia cautelare in carcere si arrivò grazie alla denuncia presentata da un'albergatrice di Montecatini, oggi settantenne, che da Sanfilippo aveva avuto in prestito una somma di 50.000 euro nell'arco di quasi sette anni, dovendone restituire 287.484, con un tasso pari a più del 72 per cento. L'albergatrice aveva iniziato ad avere difficoltà a saldare le rate dei mutui avuti dalle banche quando, nel 2000, un gruppo di operai ospiti del suo hotel l'aveva pagata con assegni a vuoto.
Per questo si era rivolta a Sanfilippo, che aveva preteso da lei, a garanzia dei vari prestiti, degli assegni postdatati.
Secondo gli investigatori, Sanfilippo, tra Pistoia, la Valdinievole e la Sicilia, avrebbe avuto un giro d'affari di diverse centinaia di migliaia di euro, con tassi di interesse oscillanti dal 15 al 1.240 per cento, ma al termine del processo il tribunale di Pistoia ha ritenuto che prove inoppugnabili esistessero solo in relazione ai prestiti erogati a tre persone.
Un altro dei clienti di Sanfilippo che sarebbe stato usurato era stato un agente di commercio di 51 anni, che all'epoca versava in difficoltà economiche a causa del proprio stile di vita troppo dispendioso. Nel settembre 2007 aveva avuto in prestito 6.800 euro, che, nel dicembre successivo, quando aveva dovuto restituirli, erano diventati 8.000, con un tasso di interesse annuo del 70,5 per cento. Così come, dall'ottobre 2008 al maggio 2009, i 3.000 euro in contanti ricevuti erano diventati 5.400, con un tasso del 120 per cento.
Ultimo capo d'imputazione per il quale Sanfilippo è stato condannato è quello relativo ai prestiti a favore di un piccolo imprenditore edile fiorentino di 48 anni. I due si erano conosciuti casualmente in un bar (a detta della parte offesa) e tra il febbraio e il dicembre 2008 l'imprenditore aveva ricevuto la somma di 6.000 euro, restituita in otto rate mensili da 1.100 euro ciascuna: risultato, 8.000 euro, per un tasso del 62,22 per cento.
Assieme alla moglie, Sanfilippo era stato rinviato a giudizio anche per un prestito di 40.000 euro (al tasso del 17%) a un sessantenne palermitano: ma essendo il prestito stato effettuato nel capoluogo siciliano, tra il gennaio e il settembre del 2008, accogliendo l'istanza degli avvocati difensori, nella prima udienza del processo il tribunale di Pistoia aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale in favore dell'autorità giudiziaria palermitana dove probabilmente c’è stato o è in corso un altro processo.
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