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Montecatini

Sicurezza sismica L’ospedale di Pescia non è a norma

È “fuorilegge” per la nuova classificazione del territorio Ora occorrerà intervenire sul Cosma e Damiano

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PESCIA. L'ospedale non è in regola con le norme antisismiche. Questo quanto è emerso nell'ultimo vertice tra Sds e Asl. Un argomento anche al centro di un'interrogazione presentata in consiglio comunale da Forza Italia e che, alla fine, ha finito per alimentare nuove preoccupazioni in città, ma di carattere diverso da quelle che sarebbe più logico attendersi davanti a questa notizia. La notizia, infatti, ha riacceso la preoccupazione sul futuro del Cosma e Damiano, non sotto il profilo strutturale, ma sotto il profilo politico. In sintesi - secondo le indiscrezioni - si sarebbe venuto a creare una sorta di effetto domino. Punto primo: occorre intervenire sull'ospedale. Punto secondo: intervenire su una struttura vecchia costa di più e crea disagi. Punto terzo: un'alternativa potrebbe essere quella di costruire un nuovo ospedale (toh, chi si rivede). Punto quarto: costruire un nuovo ospedale creerebbe tutta una serie di problemi che si potrebbero evitare arrivando al punto cinque, ossia, ampliare il San Jacopo di Pistoia e farne l'unico ospedale al di qua e al di là del Serravalle.

Ora, sul fatto che questa idea non sia mai passata per la testa di qualche dirigente tra Pistoia e Firenze non può essere escluso. Ciò che invece viene escluso drasticamente, dai diretti interessati (ossia da coloro che vi hanno partecipato) è che una simile proposta sia mai emersa nel corso dell'ultimo vertice tra Società della salute, sindaci e Asl. Al contrario però è stato confermata l'esistenza di un problema, più burocratico che pratico, del mancato rispetto delle norme antismiche. Un problema comunque non da poco, e che non riguarda solo l'ospedale ma, in pratica, la stragrande maggioranza (per non dire quasi tutti) degli edifici, pubblici e privati (le scuole per fare solo un esempio). In sintesi non è che gli edifici, da un giorno all'altro, siano diventati più insicuri. Molto più semplicemente è cambiata la classificazione sismica del territorio, e i parametri che venivano rispettati con la precedente classificazione (che era meno restrittiva) oggi non valgono più.

Non si arriverà al quinto punto detto all'inizio, ma il primo punto deve essere affrontato in ogni modo, e occorrerà anche un piano finanziario,oltre che tecnico, per intervenire. Ma da qui a pensare di chiudere baracca e burattini di strada ce ne corre, anche perché - dopo una lunga attesa - non è molto che sono stati completati i lavori al pronto soccorso (tra l'altro l'unica ala dell'ospedale che rispetta i nuovi criteri antisismici), che sono costati parecchi soldi. A meno che, alla fine, non trovi conferma la voce popolare di voler fare del Cosma e Damiano solo un grande pronto soccorso. Qualche risposta su cosa si dovrà fare per l'ospedale potrebbe arrivare già stasera, quando si svolgerà il consiglio comunale in cui sarà discussa proprio l'interrogazione di Forza Italia. Dove si sollevava anche un'altra questione, quella relativa all'ex filanda, l'edificio di fronte all'ospedale, destinato comunque alle attività sociosanitarie. Un'interrogazione cui si faceva riferimento a un problema che viene confermato da chi, nell'ospedale, ci lavora: una parte dell'edificio, ai piani alti, non è utilizzabile perché (pare per alcuni problemi al tetto) i locali non sono agibili. E questo comporta l'impossibilità di riportare nel complesso una serie di attività ospitate in altre strutture, alcune anche pagando un affitto. (l.s.)

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di Redazione Pisa