Attenzione
Il genio di Leonardo raccontato dal suo più grande studioso
A Montecatini il professor Carlo Pedretti ha presentato il volume dedicato agli strumenti progettati dal genio di Vinci
MONTECATINI. La macchina escavatrice di canali campeggia sullo schermo. Grazie al professor Carlo Pedretti, che lo ha rivelato in anteprima al nostro giornale, i disegni di questa macchina non sono più un mistero.
Domenica 30 marzo, infatti nella sala storica delle Terme Excelsior a Montecatini, poco distante dalle 17 macchine ricostruite dai disegni originali del genio di Vinci della collezione Niccolai in esposizione fino al 19 aprile, Carlo Pedretti, coadiuvato dalla dottoressa Sara Taglialagamba, ha presentato il secondo volume dell’opera “I 100 disegni più belli. Macchine e strumenti scientifici”.
«Non capita tutti i giorni di avere a Montecatini uno studioso del calibro del professor Pedretti», ha esordito Bruno Ialuna, assessore alla cultura, che ha anche anticipato un prossimo evento celebrativo, in cui verrà esposto l’originale de “il foglio del teatro” di Leonardo.
È stato poi Pedretti a parlare, con la sua voce forte, richiamando alla memoria dei presenti un altro importante evento leonardiano, la mostra “Leonardo: mito e verità”, in cui nel 2006 Montecatini, definita località termale di spicco, fu la terza tappa, dopo Atene e Chicago, del museo ideale di Vinci.
Proprio Montecatini ha ospitato nuovamente Pedretti per la presentazione del suo secondo volume dedicato ad una selezione dei disegni più belli delle macchine progettate da Leonardo.
«La collaborazione con il professor Pedretti – ha detto Andrea Del Carria, direttore del Museo Leonardo da Vinci di Firenze, nel quale sono esposte le macchine – è iniziata 15 anni fa, perché oltre al lavoro artigiano di riproduzione delle macchine, facciamo anche un importante lavoro di ricerca e sviluppo. Pedretti ricopre un ruolo fondamentale in questa fase, grazie alla sua cultura e profonda conoscenza di Leonardo. La famiglia Niccolai ha fatto invece un importante lavoro di recupero di un’antica tradizione familiare artigiana, di un patrimonio scientifico imponente come quello di Leonardo, rendendolo fruibile attraverso il canale museale».
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