Il Tirreno

Montecatini

bande in azione

Coppia di anziani derubata da falsi tecnici dell’acquedotto

Elena Guerri
Coppia di anziani derubata da falsi tecnici dell’acquedotto

Presa di mira una bifamiliare di Pieve a Nievole. La donna confusa dai ladri che l’hanno indotta ad aprire la cassaforte. Il fratello: «Servono più controlli»

2 MINUTI DI LETTURA





PIEVE A NIEVOLE. Hanno studiato il colpo nei minimi dettagli, hanno atteso il momento giusto e hanno ingannato una coppia di anziani residenti in via Venezia, quartiere residenziale di Pieve a Nievole, di fronte al complesso delle Officine Minnetti.

I malviventi si sono approfittati della fiducia di una signora ottantenne indifesa e del marito ammalato per sottrarre loro duemila euro in contanti e tutto l'oro presente in casa, per un bottino che supera i seimila euro. Il fatto è avvenuto subito dopo pranzo, alle 14 di giovedì. A raccontare come è successo è il fratello della donna, che abita al piano terreno della bifamiliare. «Un uomo vestito da operaio con tanto di casacca e cappellino si è presentato a mia sorella – esordisce – dicendole di aver parlato con la figlia, che era appena uscita di casa, e di aver avuto il permesso per controllare la pressione dell’acqua. Così facendo è riuscito a entrare ma subito dopo l’ha messa in confusione, iniziando a dire che c’era una fuoriuscita di gas dai rubinetti dell’acqua. Non è escluso anche le abbia spruzzato una qualche sostanza, perché a storia finita in cucina si avvertiva uno strano odore».

Fatto sta che la donna è entrata nel panico e per il ladro così è stato facile portare a compimento la truffa. Sul tavolo c’era una busta, con circa duemila euro in contanti, che aveva lasciato la figlia alla coppia. «Il ladro – prosegue il racconto – si è impossessato della busta e ha ridotto mia sorella in uno stato di sudditanza psicologica tale da farle aprire la cassaforte e prendere l'oro per porlo in un sacchetto. Le ha detto di riporlo in frigo per evitare che si deteriorasse con la fuga di gas...».

È stato a quel punto che il fratello è tornato a casa, e ha trovato sul cancello un altro uomo, anche lui vestito da operaio. Gli ha mostrato un tesserino, dicendo che era venuto a controllare il contatore. «Parlava con una ricetrasmittente al complice che era al piano di sopra. Evidentemente lui era il palo incaricato di fermarmi nel caso fossi tornato a casa. Mi ha distratto e in un lampo i due sono usciti dirigendosi verso via MIlano, dove c’era un terzo complice a bordo di un’auto. Questo episodio conferma chea Pieve c’è bisogno di maggiori controlli. Forse una soluzione potrebbe essere rafforzare il corpo dei vigili urbani. a Chissà, se il sindaco lo chiedesse, magari gli stessi cittadini potrebbero contribuire alle spese».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini