Il Tirreno

Montecatini

Tenta di uccidere la compagna: 10 anni di reclusione

Massimo Donati
Il tribunale di Pistoia
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Il tribunale di Pistoia

Montecatini, condannato dal gip di Pistoia per l’aggressione a colpi di cacciavite e forbici in una camera d’albergo

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MONTECATINI. Prima le offese e le minacce di morte, poi, impugnati un cacciavite in una mano e un paio di forbici nell’altra, le si era scagliato contro. Colpendola ripetutamente: alla tempia, alla nuca, sulle braccia, al torace, tra le scapole... E quando la compagna aveva cominciato a urlare, chiedendo aiuto, lui aveva chiuso a doppia mandata la porta della camera d’albergo e aveva nascosto la chiave. La donna, sanguinante, era riuscita a farsi soccorrere solo quando l’uomo si era distratto e lei aveva potuto recuperare la chiave. Era la tarda serata del 20 agosto dello scorso anno.

Questa mattina, 27 marzo, processato per giudizio immediato davanti al gip del tribunale di Pistoia, Gino Iozzelli, 49 anni, di Monsummano, in carcere dal 10 settembre successivo, è stato condannato con il rito abbreviato a 10 anni di reclusione per tentato omicidio. Il giudice delle indagini preliminari Roberto Tredici ha inoltre interdetto l’imputato dai pubblici uffici e, in vista del risarcimento danni in sede civile, ha disposto una provvisionale di 10.000 euro a favore della vittima, rappresentata nel processo dall’avvocato Sabrina Contrucci.

Il pubblico ministero Giuseppe Grieco aveva chiesto 8 anni di reclusione, il gip ha invece considerato con maggior severità i precedenti specifici dello Iozzelli: nel 2000 era stato condannato a 5 anni per tentato omicidio per aver accoltellato all’addome la convivente di allora; nel 2006 fu invece condannato a 4 anni e 2 mesi per aver massacrato a calci e pugni, sempre a Monsummano, la convivente successiva.

Il perito a cui il gip aveva affidato una consulenza psichiatrica, ha accertato che Iozzelli era in grado di intendere e di volere al momento dell’aggressione. L’avvocato difensore, Lorenzo Magrini, ha chiesto la derubricazione del reato di tentato omicidio in quello di lesioni aggravate, ritenendo che i colpi inferti in quel modo e in quelle determinate zone del corpo non fossero potenzialmente mortali.

L’avvocato Magrini si è detto stupito dall’asprezza della pena, a suo parere non giustificata dalle risultanze processuali. Ha aggiunto che attenderà le motivazioni della sentenza per proporre appello. E che comunque «da oggi in poi sconsiglierò i miei clienti dal ricorrete al giudizio abbreviato. Il ricorso a tale rito trova giustificazione nel diritto dell’imputato al premio sulla pena. Se la pena deve essere uguale o superiore a quella prevedibile in dibattimento, tanto vale sperare nel tempo che passa e, quando è possibile, nella “santa” prescrizione».

L’aggressione avvenne poco dopo le 23. Iozzelli e la compagna, che in precedenza vivevano in un camper, erano seguiti dai servizi sociali e ospitati in quel periodo nell’Hotel Vittorio Veneto di Montecatini. Alle urla della donna erano accorsi i vicini di camera, e quindi anche 118 e carabinieri. Solo quando l’uomo si era calmato e aveva gettato le forbici dalla finestra della camera e la compagna aveva potuto aprire la porta erano riusciti a intervenire. Trasportata all’ospedale, era stata giudicata guaribile in 8 giorni per le ferite subite.

Due giorni dopo, ai carabinieri, nello sporgere denuncia, aveva raccontato di come già in passato Iozzelli l’avesse aggredita: in un’occasione, nel camper in cui vivevano, aveva tentato di strangolarla, prendendola anche a calci e pugni, ma lei non lo aveva mai denunciato per paura. Questa volta però, ha trovato il coraggio di andare avanti, anche grazie al sostegno trovato al Centro antiviolenza Liberetutte e all’associazione 365giornialfemminile di Montecatini.

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