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Sussidi dimezzati, a Montecatini tremano gli stagionali di alberghi e terme

David Meccoli
Sussidi dimezzati, a Montecatini tremano gli stagionali di alberghi e terme

I sindacati: sarà una mazzata per centinaia di persone, per quei tre mesi invernali non guadagneranno nulla

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MONTECATINI. Dall’Aspi alla Naspi il salto non è breve. E non c’è di mezzo solo una “enne”, ma una rivoluzione che rischia di mettere nel tritacarne più di una generazione di stagionali, che proprio in queste settimane sono alle prese con il rinnovo dei contratti.

La Naspi (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego), contenuta nel Jobs Act, cambia le regole di accesso agli ammortizzatori sociali e il sistema di calcolo dell’indennità. In sostanza viene dimezzato il periodo di disoccupazione riconosciuto agli stagionali: chi nel 2015 lavorerà 6 mesi, potrà riscuotere nel 2016 tre mesi di indennità, invece dei soliti sei.

«Una mazzata per gli stagionali, categoria molto ben rappresentata a Montecatini», conferma Luisella Brotini, della Filcams Cgil. Tra alberghi, Terme (la metà del totale) e indotto turistico (bar, gelaterie, servizi vari), si parla di un totale di diverse centinaia di persone, che per anni hanno basato la propria economia familiare su quei 4-6 mesi di lavoro all’anno. Una situazione che peraltro accomuna la Valdinievole a mezza Toscana, soprattutto la fascia costiera, dalla Maremma alla Versilia.

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Stefania Pazzaglia è una stagionale “storica” delle Terme, essendo entrata per la prima volta in azienda nel 1991. «Ho sempre lavorato solo qui– racconta – passando da contratti di 3 mesi, poi di 4 e infine i tanto agognati 6. Una situazione che mi è sempre andata bene, soprattutto quando avevo la figlia piccola e tempo a disposizione per lei. Lo scorso anno, però, l’azienda mi ha passato a part-time e lo stipendio, ovviamente, ne ha risentito, e ne risentirà ancora di più se davvero dovrò rinunciare ad alcune mensilità di disoccupazione. Ma in tanti vivono una situazione peggiore, lavorando solo un mese e mezzo l’anno».

Certo, la nuova normativa non è tutta a sfavore dei lavoratori. Intanto è prevista una riduzione all’importo calcolato (l’indennità) a partire dal quarto mese pari al 3%. Con l’Aspi la riduzione interveniva invece dopo i primi 6 mesi, ma era del 15%. Secondo l’Inps, «considerata la durata dell’erogazione dell’indennità, non più fissa in base all’età ma variabile in base al lavoro svolto negli ultimi 4 anni, in alcuni casi il calcolo potrà risultare più favorevole al lavoratore e in altri meno».

E poi si allarga la platea dei beneficiari delle indennità: anche contratti a progetto e apprendisti. «Ma così facendo si aggiungono alcuni diritti per pochi, tagliandoli a molti. E i nostri stagionali, nei tre mesi invernali in cui non guadagneranno niente, non possono certo andare a lavorare a Cortina», spiega Brotini.

«Un problema che si somma ai tanti già esistenti nel nostro territorio», aggiunge Aniello Montuolo, Fisascat Cisl.

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