Finanza
Auto e Suv troppo veloci sulla strada della scuola
La relazione della Polizia municipale di Montecatini per la chiusura della via d'accesso alla Don Facibeni criticata da una parte dei genitori degli alunni
MONTECATINI. Si è riaperto il dibattito in seguito al servizio pubblicato sul Tirreno sul caso della scuola Don Facibeni e del problema della sicurezza dei bambini e dei residenti. Alla chiusura al traffico della strada di accesso (che ha sollevato polemiche di una parte dei genitori e ispirato una raccolta di firme per far cancellare l’ordinanza) si è giunto dopo la richiesta di alcuni genitori e degli abitanti nella via, preoccupati per la loro incolumità. La polizia municipale ha stilato una relazione che conferma il rischio dei pedoni di fronte al transito di auto, in particolare di Suv, che era consentito fino a poche settimane or sono nelle ore di ingresso e di uscita della scuola.
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"Avevamo paura per i nostri figli". Da anni, ormai, il problema si trascina con soluzioni che le varie amministrazioni hanno cercato di mettere in atto per dare un equilibrio tra la presenza dei pedoni e quella delle macchine che vanno e vengono. «In realtà - tiene a spiegare una mamma - ci sono dei fuoristrada che entrano a velocità non controllata. Noi avevamo paura per i nostri figli. Non è giusto penalizzare chi va a scuola a piedi, anche se siamo una minoranza». Insomma, i punti di vista sono svariati. Di sicuro, dagli anni Settanta a oggi, la situazione è cambiata. E ci si è messo di mezzo pure il mercato, il giovedì, che viene allestito proprio a ridosso dell'edificio, nel piazzale in cui, negli altri giorni della settimana, le auto trovano parcheggio.
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Spostare la scuola. E, tutto sommato, la posizione più equilibrata sembra essere quella di alcuni papà e mamme che mettono in luce che il vero nodo sta nella posizione geografica della scuola. «Mia figlia frequenta la quinta - dice un genitore - hanno provato in ogni maniera a risolvere la situazione. Credo proprio che sia venuto il momento di spostare il plesso. Certo, serve un progetto, mi auguro per i bambini che verranno che la situazione venga risolta in tal senso». (g.l.p.)
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