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L'odissea del pensionato di Massa Cozzile a cui è morta la moglie

All'ospedale di Pisa non accettano la delega firmata all'agenzia funebre e chiedono che l'uomo si presenti di persona. Anche se ha un femore rotto

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MASSA COZZILE. Un impiccio burocratico che si somma al dolore per la morte di un familiare. E' quanto è accaduto a un pensionato della Valdinievole che ha perso la moglie il 16 marzo.La moglie dell'uomo è deceduta all'ospedale di Santa Chiara dove è in corso una diatriba che vede opporsi imprese funebri, personale incaricato e direzione sanitaria. Un pasticcio di cui finiscono per essere vittime i parenti dei deceduti che, in quei dolorosi momenti, preferirebbero risparmiarsi gli inghippi e le assurdità della burocrazia.

Il caso del pensionato è stato denunciato dalla Federazione del comparto funerario per bocca della presidente regionale, Katia Catassi per denunciare quanto sia farraginosa la procedura imposta tra Cisanello e Santa Chiara di pretendere la firma della delega del parente davanti al personale dell’obitorio anziché farlo nella sede dell’agenzia che poi pensa a tutto il resto.

Il  pensionato aveva infatti incaricato, con delega e documento d'identità, l'impresa funebre Romualdi Andrea di Massa Cozzile. "Quando gli addetti dell'impresa si sono presentati in obitorio a Cisanello con la delega rilasciata dal vedovo, si sono sentiti negare i documenti del defunto e la possibilità di vestire ed esporre la salma",  denuncia la presidente della federazione. Motivo? "Il marito della defunta doveva andare personalmente in obitorio a firmare la delega per l'impresa funebre. Ma il pensionato ha il femore rotto e non può muoversi".

E così l’agenzia funebre comunica al cliente l’obbligo della presenza fisica a Pisa per poter celebrare i funerali della moglie. Lo accompagnano a Cisanello dove arriva con il deambulatore solo per apporre una semplice firma. La presidente Catassi ha parlato e scritto più volte alla direzione sanitaria «affinché si arrivasse alla eliminazione della delega, usata in modo improprio, ma nonostante la buona volontà non si è arrivati a risolvere la questione». E così i parenti dei defunti, anche di fuori provincia, devono presentarsi a Pisa per firmare un foglio.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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