La manifestazione
Albergatori assolti dopo sette anni
Montecatini: marito e moglie furono arrestati e accusati di riciclaggio. «È finito un incubo»
MONTECATINI. L’accusa era quella di riciclaggio di denaro proveniente da reati commessi dalla criminalità organizzata campana e, in particolare, del clan napoletano denominato "Formicola". Era il 27 settembre del 2007 quando i due noti albergatori montecatinesi vennero arrestati dal Gico della Guardia di Finanza di Firenze. Adesso, dopo sette anni e mezzo, per Francesco Rastelli e Laura Abagnale, marito e moglie, è arrivata la piena assoluzione da parte del tribunale di Pistoia: perché il fatto non sussiste, hanno sentenziato i giudici, riconoscendo che i reati loro addebitati non avevano alcun fondamento.
«E' finito un incubo» ha detto il Rastelli dopo la lettura della sentenza, verso la quale la procura distrettuale antimafia non ha presentato appello, mentre la moglie ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione, mantenendo quel riserbo che sempre aveva manifestato durante l'intero processo. Lo stesso Rastelli, che pure aveva presenziato a tutte le udienze, ha deciso di non dire di più, visto che, conscio della propria innocenza e di quella della moglie, ha sempre risposto fiducia nella serenità e imparzialità del tribunale.
Il provvedimento cautelare nei loro confronti era stato emesso dal gip di Firenze Anna Favi, mentre le indagini erano state coordinate dal pm Pietro Suchan, della procura distrettuale antimafia del capoluogo toscano. L'accusa sosteneva che gli imputati avevano "ripulito" il denaro sporco del sodalizio criminale napoletano prima acquistando le attività alberghiere e altri beni di loro proprietà poi investendo le stesse sostanze per mandare avanti la gestione aziendale. In forza di tali accuse, al momento dell'arresto fu disposto il sequestro preventivo di tutte le loro proprietà. L'avvocato Giuseppe Castelli, difensore di Rastelli, e il collega Andrea Ferrini, difensore di Laura Abagnale, convinti della assoluta estraneità dei propri assistiti chiesero da subito il giudizio immediato in modo da arrivare il prima possibile ad una sentenza. Ma il processo, iniziato il 27 giugno 2008, è proseguito per oltre sei anni.
Nel frattempo gli imputati, liberi dalle misure cautelari a suo tempo applicate, hanno lavorato con costanza e abnegazione tanto che le aziende non solo non hanno rischiato il fallimento, come molti pensavano, ma, anzi, sono riuscite ad andare avanti in un periodo di congiuntura economica difficilissima.
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