Sicurezza
Montecatini città candidata nel patrimonio dell'Unesco
Per il riconoscimeno definitivo delle città termali storiche d'Europa i tempi però sono ancora lunghi
MONTECATINI. La città di Montecatini, assieme alle altre località termali storiche d’Europa (“The great spa of Europe”) entra ufficialmente nella “tentative list” per diventare patrimonio dell’Unesco. Da qualche giorno, infatti, il procedimento ha subito un’accelerata e ora Montecatini figura nel sito ufficiale dell’agenzia delle Nazioni Unite. Non solo, d’ora in avanti si potrà scrivere, anche nella carta intestata del Comune, “città candidata a entrare nel patrimonio Unesco”.
Iter ancora lungo. “Un’idea, questa – spiega il sindaco Giuseppe Bellandi – che parte da lontano, dal 2009 e dopo alti e bassi finalmente possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno”. I tempi per il riconoscimento ufficiale sono però ancora lunghi: “Entro fine 2016 avremo la risposta definitiva”, si sbilancia il sindaco (ma la consigliera Beatrice Chelli, che ha seguito l’iter fin dall’inizio, opta per un più prudente “entro fine legislatura”). La stessa Chelli, poi, spiega i prossimi passi da seguire: “E’ già stata presentata una lista propositiva a Parigi in cui viene segnalata Montecatini, insieme con altre città termali europee, come luogo che si intende iscrivere nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità. In una fase successiva verrà predisposta e presentata, per ogni singola città termale, la documentazione completa che poi dovrà essere esaminata per l’iscrizione definitiva. Questo importante traguardo giunge dopo oltre 5 anni di lavoro coordinato con gli altri partner europei”.
Montecatini unica italiana. Si tratta in effetti di una candidatura molto particolare: Montecatini sarà patrimonio dell’umanità insieme con Karlovy Vary (e altre città del “Triangolo della Boemia") della Repubblica Ceca, che è anche la capofila del gruppo; Baden Baden e Wiesbaden (Germania); Spa (Belgio); Vichy (Francia) e Bath (Regno Unito). La nostra città è l’unica italiana che ha i presupposti per l’inserimento. “Le altre – spiega l’architetto Claudia Massi, ricercatrice che ha curato la parte tecnica della relazione – hanno un edificio termale o diverse strutture. Ma nessuna è nata e si è sviluppata come vera città termale, in un sistema integrato di verde e architettura”. Un percorso, questo, come sottolinea l’on. Edoardo Fanucci, che “rappresenta una importante prospettiva anche da un punto di vista turistico”. “Bath, che fa già parte dell’Unesco – aggiunge Chelli – ha avuto un incremento esponenziale di turisti. E in Giappone ci sono specifiche pubblicazioni che stimolano a scegliere le destinazioni legate all’Unesco”.
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