Toscana
Lavori finiti prima dell’estate agli alloggi nel quartiere Orzali
Il progetto prevede la realizzazione di 22 abitazioni popolari (che saranno subito assegnate) e di 18 edifici a canone calmierato per chi ha difficoltà a pagare un affitto ai prezzi correnti
MONSUMMANO. Entro l'estate dovrebbero concludersi i lavori alle due palazzine in costruzione nel quartiere Orzali, di fianco alla Coop. Le conferme arrivano direttamente dalle maestranze all'opera e anche dal sindaco Rinaldo Vanni: «Nel giro di tre mesi avverrà la consegna degli stabili, gli esterni sono praticamente ultimati, restano da rifinire gli interni».
A giugno, quindi, la città potrà contare su 40 nuovi appartamenti: 22 abitazioni popolari affidate alla Spes (il primo complesso che si incontra su via Lama) e 18 alloggi a canone calmierato assegnati nel 2012 alla cooperativa edilizia Cooper Casa, e poi acquistati nel luglio 2013 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia (che per assicurarseli ha sborsato circa un milione e 700.000 euro), viste le note difficoltà finanziarie della coop.
«Per quanto riguarda gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica – dice Vanni – che hanno ricevuto un finanziamento regionale di 2 milioni, una volta agibili li assegneremo velocemente tramite la graduatoria comunale degli aventi diritto, che è già in vigore. Degli altri 18 spazi, che hanno dimensioni differenti, se ne occuperà la Fondazione tramite bando pubblico: questo è un aspetto innovativo, il primo esempio in provincia di abitazioni destinate alla cosiddetta "fascia grigia" della popolazione, coloro che non possono permettersi i normali canoni di mercato ma neanche rientrano nelle graduatorie "sociali", come giovani coppie e nuovi nuclei familiari».
La costruzione, soprattutto per le case a canone calmierato, ha vissuto momenti tribolati. Dopo la posa della prima pietra nel febbraio 2013 il cantiere è stato fermo per parecchi mesi nel 2014 (i ponteggi dovevano essere rimossi a fine 2013): grazie all'intervento della Fondazione, gli operai sono poi tornati al lavoro.
Questi alloggi sono stati realizzati seguendo i canoni della bioedilizia dall'azienda di Bolzano "Raro Haus", che ha posizionato pannelli massicci di abete per rivestire le pareti cosiddette "piene", senza intercapedini, autoportanti e con tavole di legno fissate da chiodi non deteriorabili. Il solaio è composto da una trave lamellare rovesciata di 18 centimetri, separata dalle pareti con gomma isolante. Un modello simile blocca il caldo estivo, l'umidità e inserisce le abitazioni in classe energetica A. I tempi sono stati rispettati, invece, per i due blocchi (uno da tre e l'altro da due piani) delle case popolari, costruiti dall'impresa genovese Di Marco: con 15 posti auto e altrettante cantine interrate, 7 stalli e 7 cantine esterne, il complesso abitativo è fornito di pannelli isolanti di 8 centimetri tra i mattoni, che evitano il formarsi di condense e ponti termici, di finestre a doppio vetro e del tetto a falda ventilato, che consente il passaggio dell'aria e la fuoriuscita dei calori.
Luca Signorini
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