Il Tirreno

Montecatini

il caso

Fallita agenzia di incoming dei Mondiali di ciclismo

di David Meccoli
Fallita agenzia di incoming dei Mondiali di ciclismo

Montecatini: una mezza dozzina di hotel che avevano alloggiato alcune squadre nazionali (tra cui quella della medaglia d’oro) vedono sfumate le speranze di riscuotere i crediti

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MONTECATINI. Fallisce l’agenzia di incoming dei Mondiali di ciclismo e sei alberghi (dei quali quattro di Montecatini), oltre ad alcuni manager, restano con il cerino in mano (e con 50mila euro di credito totale ancora da riscuotere). Strutture e operatori aspettavano infatti da settembre 2013, data di svolgimento della kermesse iridata sulle due ruote, di vedersi liquidare le spettanze per aver ospitato alcune squadre partecipanti all’evento, ma dovranno invece ora fare i conti con il curatore fallimentare della società Jumbo Grandi Eventi spa, con tutte le difficoltà che ne conseguono (e i tempi che si allungheranno ulteriormente).

È quanto hanno appreso gli albergatori con una lettera che annuncia, appunto, il fallimento della società (che ha sede legale a Roma) datato 7 gennaio, con l’udienza per l’esame dello stato passivo fissata a metà luglio. Nella lettera si specifica che “la domanda di ammissione al passivo di un credito, di restituzione o rivendicazione di beni mobili e immobili, si propone con ricorso” da trasmettere al curatore. In pratica, ed è questo uno dei punti che più ha mandato su tutte le furie gli albergatori e i manager coinvolti nella vicenda, a restare “fregate” sono state quelle strutture che si sono affidate ai consigli del comitato organizzatore dei Mondiali, che aveva indicato la Jumbo quale società di riferimento per l’incoming. E sì che questa azienda aveva le credenziali per poter gestire un evento di una simile portata, dato che aveva dalla sua i positivi precedenti delle Olimpiadi di Torino e dei Mondiali di nuoto di Roma.

Chi invece (e sono, buon per loro, la maggior parte degli alberghi di Montecatini) è passato attraverso una trattativa privata con il team o con le federazioni ciclistiche nazionali, si è visto già da tempo liquidare quanto dovuto. E, ironia della sorte, tra le squadre ospitate negli alberghi legati alla Jumbo, c’è anche quella del vincitore dei Mondiali, il portoghese Rui Costa.

Sei, come detto, le strutture coinvolte: quattro di Montecatini, una di Firenze e una di Calenzano. Tutte hanno fornito agli ospiti non solo l’alloggio, ma la pensione completa e una serie di servizi extra legati alle esigenze sportive (menù particolari, sorveglianza dell’attrezzatura, ampi spazi di manovra ecc.). In totale il credito vantato dai sei alberghi è di 50mila euro, dato che la prima tranche – corrispondente al 30 per cento dell’importo totale – era già stata versata dalla Jumbo. Poi si era messa in campo una sfiancante trattativa tra le parti, con offerte per chiudere la vicenda mai ritenute congrue dagli albergatori. Fino all’epilogo del fallimento.

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