Il Tirreno

Montecatini

la battaglia

No alla chiusura delle Poste: «Toglieremo i nostri conti»

Martina Trivigno
Un'immagine del consiglio comunale aperto a San Baronto (Foto Nucci)
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Un'immagine del consiglio comunale aperto a San Baronto (Foto Nucci)

La rabbia dei residenti al consiglio comunale aperto di San Baronto

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LAMPORECCHIO. Grandissima partecipazione al consiglio comunale aperto di Lamporecchio, che si è tenuto al circolo Arci di San Baronto con all’ordine del giorno la chiusura dell’ufficio postale prevista dal provvedimento di razionalizzazione di Poste italiane. I consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno espresso pareri concordi sulla questione, votando all’unanimità per dire no all’eliminazione di un servizio essenziale come quello offerto dall’ufficio postale di San Baronto.

La sala era piena di persone. Erano presenti residenti, delegati sindacali e responsabili di associazioni di categoria curiosi di ascoltare la posizione assunta dal Comune a riguardo e al tempo stesso desiderosi di far sentire la propria voce. Perché la chiusura dell’ufficio a San Baronto è motivo di rabbia e indignazione. Il primo a prendere la parola è stato il sindaco di Lamporecchio Alessio Torrigiani, che ha definito il consiglio comunale aperto un atto doveroso nei confronti di tutta la cittadinanza. E gli interventi non si sono fatti attendere. Giuseppe Totaro e Luca Degli Innocenti, delegati sindacali di Cisl e Cgil, hanno dichiarato a gran voce la propria contrarietà alla chiusura delle poste di San Baronto, definite un “gioiello” per la loro produttività e tranquillità rispetto alla sede centrale, affermando che la questione verrà portata dinanzi al Parlamento. Anche Confcommercio, rappresentata da Matteo Marianeschi, ha espresso una fortissima negatività nei confronti della politica di riduzione dei servizi alla cittadinanza attuata da Poste italiane.

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È stato poi il turno dei residenti, che hanno protestato con forza contro i disagi che deriverebbero da questo provvedimento, come ad esempio la difficoltà che avrebbero gli anziani per il ritiro della pensione ma non solo. «Occorre un’azione forte», ha dichiarato Sandra Palandri, farmacista di San Baronto e portavoce della battaglia contro la chiusura dell’ufficio postale. «Per questo siamo disposti a interrompere ogni tipo di rapporto con Poste italiane, chiudendo tutti i nostri conti e trasferendoli negli istituti bancari».

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