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Variante approvata solo dalla maggioranza M5S tra il pubblico

MONSUMMANO. Con i soli voti della maggioranza giovedì sera in consiglio comunale è passata ed entrata in vigore la variante generale del piano strutturale e del regolamento urbanistico. Hanno...

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MONSUMMANO. Con i soli voti della maggioranza giovedì sera in consiglio comunale è passata ed entrata in vigore la variante generale del piano strutturale e del regolamento urbanistico. Hanno espresso voto contrario Giacomo Pasqui e Marco Conti, della lista civica Monsummano Bene Comune. Si sono astenuti i due consiglieri di Forza Italia. Il Movimento 5 Stelle, invece, non si è neppure presentato. Rodolfo Cioni e Alberto Natali hanno preferito sedersi tra il pubblico, quest'ultimo ha letto un comunicato: “I consiglieri 5 Stelle non possono partecipare alla seduta per la totale assenza di rispetto che la maggioranza e l'amministrazione hanno dimostrato nel trattare un tema importante per il futuro dei monsummanesi. Questo consiglio è democratico solo nella forma, tutti i punti di vista diversi da quelli della maggioranza sono ritenuti sbagliati a priori”. La presa di posizione è uno strascico della polemica nata intorno alla presentazione delle osservazioni alla variante (consegnate ai consiglieri solo il 28 gennaio sostengono le minoranze), che ha portato i pentastellati a chiedere le dimissioni dell'assessore all'urbanistica Andrea Mariotti e del capogruppo Pd Elena Sinimberghi. Prima della replica del sindaco Rinaldo Vanni, il consiglio ha osservato un minuto di silenzio per la scomparsa del sindaco di Larciano Antonio Pappalardo.

Poi ha parlato Vanni: «Questa è una variante che si è formata con le proposte dei cittadini e delle associazioni, con assemblee pubbliche. Le osservazioni le abbiamo esaminate una ad una, e ricordo che non possono essere fatte proposte diverse da quelle contenute nelle osservazioni. Nel merito del piano, non sono previste nuove zone industriali e i crediti edilizi sono un valore economico per la maggior parte in mano pubblica, che verranno “spesi” per le reali esigenze. Secondo me però non è più rinviabile un ragionamento di area Valdinievole su assetto idraulico, agricoltura e paesaggio».

Così Pasqui, di Monsummano Bene Comune: «Sono stati denigrati gli aspetti delle minoranze. Qui chi ha i voti in consiglio determina, chi non li ha subisce senza replicare, noi non abbiamo voce in capitolo».

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