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«Non rispondevano, siamo venuti a cercarli»

«Non rispondevano, siamo venuti a cercarli»

La tragedia scoperta dai familiari della coppia: ieri mattina l’uomo non si era presentato al lavoro

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MARLIANA. «Stamattina doveva venire a lavorare, come sempre, ma non si è visto. Allora ho cominciato a chiamarlo al telefono. E stranamente il cellulare, questa volta, prendeva anche: quassù non c’è mai segnale... Ma squillava, e nessuno rispondeva. Allora verso mezzogiorno abbiamo deciso di venire a vedere cosa fosse successo».

Gennaro Signorini ancora non si capacita di come possa essere accaduta una simile tragedia. Suo fratello si era trasferito lassù in quella villa in mezzo ai boschi da pochissime settimane. Assieme alla compagna Valentina l’aveva cercata e rimessa a posto con le sue mani, fratturandosi, nelle scorse settimane, anche una gamba, durante i lavori. E di quella casa ne aveva fatto un piccolo gioiello, dove finalmente ospitare con tutto lo spazio possibile a disposizione anche i suoi cani, la sua grande passione.

«È stata la sorella di Valentina ad arrivare quassù per prima insieme al marito, e ad aprire la porta. E a chiamare il 118. Poco dopo siamo arrivati anche noi» racconta affranto Gennaro Signorini mentre altri familiari stanno portando fuori dalla tavernetta, avvolti in delle coperte, i corpi dei cinque cani uccisi dal monossido di carbonio, quattro nel sonno, uno, trovato vicino alla porta, probabilmente mentre cercava di uscire. I quattro cuccioli, salvati dai vigili del fuoco, sono invece stati affidati ai volontari del Rifugio del cane di Pistoia.

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