Sicurezza
Tutta Larciano saluta il suo sindaco Antonio
Una grande manifestazione di affetto per Pappalardo, chiesa gremita già un’ora prima della funzione religiosa. «Era gentile, un amico di tutti»
LARCIANO. I larcianesi, soprattutto i larcianesi, hanno reso omaggio al loro sindaco. Migliaia di persone, una folla immensa, per l'ultimo saluto ad Antonio Pappalardo. Il paese si è fermato, listato a lutto. Un lungo applauso quando la salma del primo cittadino, portata in spalla dalla sua giunta, è uscita dalla camera ardente allestita nella giornata di ieri all'interno del municipio di piazza Vittorio Veneto. Poi silenzio, dolore, commozione.
Era un sindaco riservato Antonio Pappalardo. Pacato, riflessivo. È venuto a mancare troppo presto, all'età di 46 anni, per un tumore al pancreas fulminante, diagnosticato a dicembre e che mercoledì sera l'ha portato via, quando ancora poteva dare tanto alla sua comunità, alla Valdinievole, alla provincia. Era una persona per bene, e tutti lo sapevano.
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«Antonio è un mio amico, è il nostro sindaco, quella di oggi (ieri, ndr) è una grande manifestazione di amore e di affetto - ha detto nell'omelia il parroco della chiesa di San Rocco, don Sunil - di fronte a una tale tragedia solo un silenzio fatto di lacrime e di fede può risollevarci. Antonio era una persona gentile, sempre disponibile al confronto personale e diretto con le persone. Lo conoscevo ormai da dieci anni, e non dimenticherò mai quanta passione e fatica metteva nel suo servizio per il bene comune. Una persona straordinaria, un sindaco straordinario. Aveva tenacia, rigore intellettuale, semplicità di modi e di gesti. La sua mente governava gli impeti di un cuore generoso. Ci ha trasmesso grande passione su qualsiasi cosa si occupasse. Era un uomo umile, dalla grande tempra morale, con un grande amore per la sua Larciano. Ciao Antonio, arrivederci in Paradiso».
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Lo piangono la moglie Francesca, i figli Pietro e Dario di 5 e 4 anni, la mamma Anna, il fratello Luigi, che hanno deciso di donare le cornee del loro caro defunto. Lo piange Larciano, dove Antonio Pappalardo è stato prima vicesindaco per due legislature, dal 1999 al 2009, e poi sindaco, riconfermato nel maggio scorso a furor di popolo. I suoi concittadini lo hanno accompagnato in un corteo per le strade del centro di San Rocco, dal palazzo comunale fino alla chiesa. In testa i gonfaloni dei Comuni, non solo della Valdinievole, quelli delle associazioni, della Provincia di Pistoia, le forze dell'ordine. Poi i familiari, i sindaci, i rappresentanti istituzionali del territorio. Migliaia di persone sconvolte da questa perdita. La chiesa era stracolma già un'ora prima dell'inizio della funzione funebre. In molti sono rimasti fuori, sulla strada, ancora scossi. Il corteo dopo è proseguito in auto verso Castelmartini, frazione dove Antonio viveva e nel cui cimitero verrà sepolto, accanto al padre, scomparso qualche anno fa. Ieri Larciano era un paese surreale: strade deserte, attività commerciali e negozi chiusi, aziende ferme.
Lutto cittadino anche negli altri Comuni della Valdinievole e a Serravalle Pistoiese. Perché il sindaco Antonio si era guadagnato il rispetto di tutti, non per ciò che rappresentava, ma per chi era. La frase di un signore lo descrive forse meglio di tante altre: «Non lo conoscevo, ma mi sembrava una tanto brava persona». Lo era veramente. Buon viaggio Antonio da tutta la redazione del Tirreno, che ti ha avuto come apprezzato e stimato collaboratore, corrispondente dalla tua Larciano.
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