Il dolore
Muore a 46 anni il sindaco di Larciano
Lascia la moglie e due bambini in tenera età, il funerale nella chiesa di San Rocco. Donate le cornee. Proclamato il lutto cittadino in tutti i comuni della Valdinievole
LARCIANO. Quel maledetto tumore al pancreas Antonio Pappalardo l'ha scoperto a dicembre. Sapeva che il male era incurabile. Ha continuato a svolgere il suo lavoro di sindaco, finché le forze lo hanno sostenuto. Lunedì 23 febbraio l'ultimo ricovero all'ospedale di Pescia. E' spirato alle 21,30 di mercoledì. Lascia la moglie Francesca, i figli Pietro e Mattia di 5 e 4 anni, il fratello Luigi, la mamma Anna. Lascia una comunità, tutta la Valdinievole, l'intera provincia in un profondo dolore.
Aveva 46 anni, dal 2009 ricopriva la carica di sindaco di Larciano, era stato rieletto nel maggio 2014 con la lista “Impegno Comune”, sotto la bandiera del Pd. «Viveva la politica con grande amore e passione, a volte gli sono scese delle lacrime se non riusciva a trovare la soluzione a un qualsiasi problema», dice Fabrizio Falasca, assessore della “sua” giunta. «Ogni parola credo sia di troppo, io avevo massima stima e rispetto per lui, e adesso, in questo momento, ci vuole ancora più rispetto per la sua persona e per la sua famiglia», aggiunge il sindaco di Ponte Buggianese Pier Luigi Galligani. Per tutta la giornata di ieri molti colleghi e numerosi cittadini sono andati a rendergli omaggio alla camera ardente allestita nella sala consiliare del municipio di piazza Vittorio Veneto. Venerdì 6 marzo alle 15 il funerale nella vicina chiesa di San Rocco. L'amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino «in segno di cordoglio, per ricordare il suo amore per Larciano e la sua figura di straordinario uomo e amministratore» e invita i cittadini a portare «non fiori ma offerte all'istituto comprensivo F. Ferrucci, alla scuola paritaria Santa Caterina e all'asilo nido Primi Passi di Larciano». Anche le scuole osserveranno un orario ridotto in occasione delle esequie.
Antonio Pappalardo si era diplomato in ragioneria al Pacini di Pistoia nel 1987, poi la laurea in Scienze Politiche a Firenze e la specializzazione post universitaria in Economia e gestione di eventi culturali al Corep di Torino. Aveva lavorato nel settore della formazione professionale e come consulente finanziario. Da una decina di anni era imprenditore agricolo nell'ortovivaismo. Da fine anni '90 era entrato in politica, al servizio del suo paese. Assessore e vicesindaco di Larciano per due legislature, dal 1999 fino al 2009, e poi apprezzato primo cittadino. Tanto che si era guadagnato con grande margine la riconferma non molti mesi fa. I suoi omologhi della Valdinievole lo avevano nominato presidente della Società della Salute e presidente della conferenza dei sindaci. «Una guida forte, leale, sincera, di grande rettitudine umana e morale, di cui tutti devono andare fieri e orgogliosi - è il pensiero del sindaco di Monsummano, Rinaldo Vanni - la Politica con la P maiuscola Antonio l'ha saputa interpretare e attuare. Personalmente oltre a un collega ho perso un amico, in oltre 5 anni in cui abbiamo amministrato ho avuto il privilegio di collaborare e di condividere tante battaglie. Tu in giovane età ci hai lasciati fisicamente, ma i tuoi insegnamenti e la tua rettitudine vivranno in tutti noi, che abbiamo avuto la possibilità di conoscerti e di stimarti». La Valdinievole è in lutto.
La famiglia di Antonio Pappalardo ha deciso di donare le cornee, come volere del defunto, suo ultimo gesto di amore. Venerdì 6 marzo, dalle 14 alle 17, il lutto cittadino non è stato proclamato solo a Larciano. Tutta la Valdinievole e il Comune di Serravalle Pistoiese saranno listati a lutto con le bandiere a mezz'asta nei municipi e negli altri edifici pubblici. I sindaci e i gonfaloni di rappresentanza prenderanno parte alla funzione funebre a San Rocco. Migliaia di messaggi di cordoglio sono arrivati su Facebook per la prematura scomparsa del sindaco di Larciano. La redazione de Il Tirreno si unisce al profondo dolore della famiglia e dei tanti cittadini, noi che lo conoscevamo bene: Antonio Pappalardo era stato collaboratore del nostro giornale nei primi anni '90, e anche qui si era fatto apprezzare per la professionalità e la correttezza con cui affrontava questo mestiere.
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