Finanza
Terme, Nocentini in commissione
L’assessore regionale sarà presente alla riunione fissata per lunedì 9 marzo. E interviene anche sul caso Sovrintendenza-Verdi
MONTECATINI. Ci sarà anche l’assessore regionale al turismo Sara Nocentini alla commissione società partecipate convocata in Comune per lunedì mattina, 9 marzo. E sarà quella l’occasione per fare chiarezza su diversi punti rimasti in sospeso: dall’impegno economico della Regione verso le Terme ai rapporti con l’amministratore unico della società Fabrizio Raffaelli. Intanto martedì il consiglio regionale ha chiesto all’assessore di rinviare la comunicazione sulle Terme alla prossima seduta, nella quale sarà posta al primo punto dell’ordine del giorno. «Sarà l’occasione – afferma Nocentini – per fornire le risposte alle interrogazioni presentate. Nel frattempo, l’impegno della Regione per dare applicazione al protocollo d’intesa con il Comune prosegue a pieno ritmo».
«Proprio martedì – prosegue l’assessore – ho incontrato il sindaco Bellandi, con il quale abbiamo ribadito la comune convinzione che il gruppo interistituzionale lavori in tempi brevi, per consentire di delineare al più presto la soluzione che metta in sicurezza il patrimonio e il piano d’investimenti delle Terme, consentendo al contempo l’uscita della Regione dalla gestione».
«La Regione sta seguendo con determinazione il presente e il futuro delle Terme. Proprio in questi giorni mi sono adoperata di persona per superare le difficoltà venutesi a creare con la Sovrintendenza per il perfezionamento della vendita del teatro Verdi – sottolinea Nocentini -. È questo il momento per mettere a punto con l’amministrazione comunale una strategia di breve e medio periodo capace di dare speranza a lavoratori, fornitori e città termale tutta. Per sancire questo impegno, ho dato al sindaco la mia piena disponibilità a incontrare insieme a lui la commissione competente e a mantenere anche in futuro con continuità i rapporti con la città».
L’assessore fa quindi riferimento anche alla vicenda dell’alienazione del teatro Verdi. Per l’Au Raffaelli o si arriva a un passo indietro da parte della Soprintendenza, altrimenti parte il ricorso al Tar. Dopo che da Firenze l’ente ha stoppato la vendita del Verdi da parte delle Terme, la società si è già mossa in diverse direzioni per mettere l’ennesima pezza a una situazione potenzialmente esplosiva, dato che con i soldi ricavati dall’alienazione del bene (1,6 milioni, dei quali 250mila euro già versati dalla famiglia Cardelli) le Terme aveva programmato di fare fronte alle spese correnti per il 2015 (soprattutto stipendi e fornitori). «Abbiamo già spedito alla Soprintendenza – dice Raffaelli – le integrazioni e la documentazione richiesta, fermo restando che ciò non bloccherà eventuali altre nostre azioni qualora la vicenda non dovesse sbloccarsi. Parallelamente abbiamo chiesto allo studio notarile Lenzi, che si è occupato degli atti di vendita, di mettere per scritto le rassicurazioni sulla regolare procedura seguita che già ci ha anticipato a voce e che provvederemo a mandare alla Soprintendenza».
Dopodiché restano solo due strade. «O la Soprintendenza – spiega Raffaelli – fa marcia indietro con un’azione di autotutela, riconoscendo di fatto il proprio errore, oppure non resta che fare ricorso al Tar». Con tutti i problemi legati all’allungamento dei tempi che questo comporta e con la conseguenza che la società potrebbe chiedere anche un risarcimento dei danni subiti. E sulle Terme si registra anche un intervento di Fratelli d’Italia: «La Regione ha nominato nel gruppo di lavoro il direttore generale della presidenza Antonio Davide Barretta: evidentemente Rossi persevera nell’affidare compiti al suo “fedelissimo”, che ha già dimostrato la capacità nel fare disastri, come accaduto nel caso Tav per la sostituzione dell’architetto Fabio Zita dall’incarico di valutazione d’impatto ambientale».
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