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«Non chiudete le poste a S. Baronto» Raccolte 500 firme

«Non chiudete le poste a S. Baronto» Raccolte 500 firme

LAMPORECCHIO. Anche gli abitanti di San Baronto, frazione di Lamporecchio, protestano contro il provvedimento di razionalizzazione degli uffici di Poste Italiane, che prevede la soppressione di 63...

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LAMPORECCHIO. Anche gli abitanti di San Baronto, frazione di Lamporecchio, protestano contro il provvedimento di razionalizzazione degli uffici di Poste Italiane, che prevede la soppressione di 63 uffici soltanto in Toscana. «Le poste di San Baronto rappresentano un punto di riferimento fondamentale per i residenti e non solo», spiega Cesare Labadia, presidente della Pro Loco "Amici di San Baronto", che insieme a Sandra Palandri, farmacista ed ex consigliere comunale di Lamporecchio, contribuisce a promuovere la petizione contro la chiusura dell'ufficio postale, che ha già raccolto oltre 500 firme. «Abbiamo bisogno del supporto e dell'aiuto di tutti per portare avanti questa battaglia», continua Labadia. Ed è proprio il Comune di Lamporecchio a far sentire la propria voce, attraverso il sindaco Alessio Torrigiani: «Finora abbiamo percorso tutte le strade possibili, ed altre sono ancora in via di definizione. Ho richiesto un appuntamento con la direttrice provinciale di Poste Italiane e ho inviato una lettera al prefetto, affinché inoltri la nostra protesta al Ministero dello Sviluppo economico. Sul piano legale, tutti i sindaci dei Comuni interessati dal provvedimento, con il coordinamento di Regione, Anci e Uncem (Unione nazionale comuni enti montani), hanno predisposto un ricorso al Tar che verrà gestito da uno stesso studio legale. Se queste iniziative non producessero il risultato sperato, siamo pronti a organizzare una manifestazione di fronte al Parlamento». E proprio a San Baronto si terrà probabilmente una seduta del consiglio comunale dedicata alla chiusura dell’ufficio postale. «Inoltre - conclude il sindaco - invierò le firme raccolte, accompagnate da una mia lettera, a Poste Italiane, al prefetto e al Parlamento».

Martina Trivigno

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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