Attenzione
«Pescia deve avere una pediatria»
Il Comitato per il diritto alla salute torna all’attacco sui tagli alla sanità, e attende le verifiche promesse
PESCIA. Sanità: a gennaio (promessa dell’assessore regionale Luigi Marroni) si sarebbe dovuto fare il monitoraggio sui patti territoriali, coinvolgendo i comitati. Domani è marzo, ma di quel monitoraggio nessuna traccia, mentre resta alta la preoccupazione per il futuro dell’ospedale di Pescia.
E risposte ai tanti dubbi sulla riorganizzazione sanitaria, sui problemi del Cosma e Damiano (a partire dal caso pediatria), non arrivano nemmeno dal mondo politico. A rimettere il tema al centro del dibattito politico – o almeno a tentare di farlo – è il Crest, il comitato cittadino per la salvaguardia del diritto alla salute e, in particolare, per la difesa dei servizi sociosanitari nelle zone marginali della Toscana.
A novembre il comitato pistoiese aveva scritto una lettera a tutti i sindaci della provincia, ai presidenti dei consigli comunali e ai consiglieri, dove invocava il monitoraggio e la discussione sulla riorganizzazione sanitaria che ha cambiato il volto della sanità regionale, smantellando interi reparti, facendo allungare le liste d'attesa e salire il costo dei ticket. Quella lettera però, a oggi, non ha trovato risposta, unica eccezione il sindaco di Cutigliano, Braccesi, che ha promesso un incontro che comunque non è ancora avvenuto.
E a Pescia? Non solo a quella lettera non ha risposto nessuno, ma, stando alle dichiarazioni del sindaco Oreste Giurlani e del presidente del consiglio Vittoriano Brizzi, nessun membro del consiglio comunale avrebbe mai visto quella lettera. Eppure la stessa è stata inviata tramite pec, protocollata e inoltrata nuovamente a un indirizzo di posta normale. Eppure tanta attenzione a poco o nulla sembra essere servita.
La comunicazione del Crest ugualmente è riuscita ad arrivare in consiglio, tramite un'interrogazione dei consiglieri di Percorso Comune (ex 5 Stelle), ma il dibattito è stato quasi del tutto incentrato sulla mancata ricezione della lettera, sul dubbio che altre comunicazioni avessero subito la stessa sorte, sulle responsabilità dell'accaduto di cui il primo cittadino si è fatto carico e ha tralasciato completamente di affrontarne i contenuti.
«Tralasciando la faccenda della lettera, il sindaco Giurlani ha perso l'ennesima occasione per entrare nel merito dei problemi sollevati – ha replicato il comitato pistoiese – noi chiedevamo la tutela dell'emergenza-urgenza in tutti i presidi della provincia, che a Pescia ci deve essere un reparto di pediatria come previsto dal piano sanitario regionale, che quando la politica prende delle decisioni lo deve fare tenendo conto anche che ci sono dei cittadini che vivono lontani dai centri e quindi dai servizi».
Giurlani ha ribadito in più di una circostanza - compresa l'ultima seduta del consiglio – di appoggiare le lotte del Crest, ma non può fare a meno di ricordare il taglio alla Asl di Pistoia e nonostante ciò, quelli che a suo parere, sono gli impegni della Asl 3 nei confronti dell'ospedale di Pescia: la nuova Tac, l'angiografo e così via.
«Ma a che serve dotare un'ospedale di strumentazioni se poi non c'è personale sufficiente a farlo andare avanti?», lo ha incalzato il consigliere Paolo Varanini (Percorso Comune), ricordando che il Cosma e Damiano è sotto organico già da diverso tempo.
L'impegno dei sindaci, per Giurlani, deve riguardare principalmente il rispetto dei patti territoriali, quelli firmati nel 2013 da tutti i comuni della provincia, Pescia compresa.
«Marroni aveva promesso un monitoraggio a gennaio su quei patti, dicendo che avrebbe coinvolto i comitati delle varie zone – fa però notare il Crest Pistoia – ma ad oggi rimangono solo promesse sulla carta. I sindaci hanno firmato quei patti senza avere il quadro di riferimento, cioè il piano sanitario approvato a novembre de 2014, il quale poi ha smentito le scelte effettuate».
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