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Alberto punta su “The Voice” con la sua aria da rapper

di Luca Signorini
Alberto Slitti in una foto tratta dal suo sito Facebook Aj Summers
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Alberto Slitti in una foto tratta dal suo sito Facebook Aj Summers

Un altro talento nella famiglia Slitti di Monsummano, dopo il padre cioccolatiere e la sorella pittrice. Ora è nella squadra dei Facchinetti del programma di Rai2

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MONSUMMANO. «Questo è quello che voglio fare, è la mia strada»: Alberto Slitti è il figlio di Andrea, fondatore della Torrefazione Slitti e uno dei maestri cioccolatieri più importanti al mondo. Ed è il fratello di Silvia, pittrice, organizzatrice di eventi fashion e moglie di Giampaolo Pazzini, altro monsummanese doc e centravanti del Milan. Il ragazzo ha però un altro talento, che nulla ha a che vedere con il cacao, i quadri e il calcio: l'hip hop, il rap, l'RnB. Cioè la musica.

Alberto è uno dei concorrenti del talent show The Voice of Italy, la cui prima puntata della terza stagione è andata in onda su Rai 2 mercoledì sera. Hha superato la prima audizione ed è entrato nella “squadra” dei Facchinetti, Roby (quello dei Pooh) e Francesco, giudici della trasmissione insieme a Piero Pelù, Noemi e J Ax. Sul palco ha portato una telecamerina per non perdersi nemmeno un istante della sua esperienza, e poi ha cantato “Can't hold us” del rapper Mackelmore. Ventidue anni, cappellino con visiera girata sulla nuca, camicia senza colletto con tappi di birra e il simbolo del dollaro: “Non è il classico ragazzo italiano medio - si legge sulla scheda di The Voice- vive da solo, viaggia moltissimo con uno stile un po' wild (selvaggio, ndr). È affascinato dalla cultura inglese”.

Il suo nome d'arte è Aj Summers, da un paio di anni abita a Milano e studia allo Iulm Lingue e Comunicazione, compone musica da quando ha 14 anni, “scarica basi da internet e uploada video su Facebook”.

Spiega di sé: «Scrivere canzoni è un mio modo di evadere dalla vita quotidiana. Sin da piccolo ho sempre avuto un grande bisogno di libertà e indipendenza. Diciamo che non sono il classico mammone, anche se alla mia mamma voglio un grandissimo bene ed è punto di riferimento». Tanto che a Monsummano, dove è nato e dove ha frequentato le scuole fino alle superiori (si è diplomato all'istituto Forti), torna almeno una volta al mese. Parola di mamma: «Alberto è un ragazzo autodidatta, come siamo un po' tutti in famiglia – dice Palmira Slitti – da molti anni canta e scrive le sue canzoni, soprattutto in inglese, lingua che parla fluentemente, è la sua seconda pelle. Sul palco era emozionatissimo e io con lui, non credevamo che si “girassero” tutti i giudici (il modo per approvare o meno un'esibizione a The Voice, ndr). Noi lo sosteniamo e lo seguiamo in tutto quello che fa. Dopo il diploma ha lavorato per qualche tempo nella nostra azienda e poi è stato sei mesi in Australia. Ama viaggiare per scoprire culture e costumi degli altri popoli. Ha un braccio pieno di tatuaggi colorati, perché la sua vita non è in bianco e nero, lui è divertente, solare, positivo, comunicativo». Una famiglia di talenti: Alberto Slitti ha scelto la musica.

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