Sicurezza
I sogni oggi si possono stampare in 3D
Montecatini, in via Sauro il primo centro specializzato della provincia con i nuovi macchinari a servizio delle aziende
MONTECATINI. C’è l’architetto che voleva avere (e dare al cliente) un’idea più precisa dell’appartamento progettato, oppure la piccola azienda che voleva vedere in anteprima come sarebbe stata la tazzina da caffè che di lì a poco sarebbe entrata in produzione, ma anche la ragazza a cui serviva una introvabile corona per il suo costume da regina.
Da oggi è possibile stampare qualunque idea abbiate in mente: voi disegnate l’oggetto che vi piacerebbe avere e la stampante 3D lo tramuta in realtà. È nato a Montecatini - al punto vendita Codi di via Nazario Sauro - il primo centro della provincia specializzato nella stampa 3D. «Dopo aver utilizzato per alcuni anni le tecnologie 3D printing per uso interno - spiega il responsabile commerciale del gruppo, Stefano Botti - con l’apertura al pubblico del reparto Codi 3D vogliamo offrire anche servizi di integrazione e automazione dei modelli tramite nuove schede programmabili».
Nella sede di via Sauro sono già in esposizione e funzionanti 5 stampanti 3D di diversi produttori, con prezzi che vanno dai 550 euro (“Il giocattolino”, lo definisce Botti) ai 45mila euro della macchina professionale. Ma ovviamente saranno in pochi coloro che potranno permettersi l’acquisto (o anche il noleggio a lungo termine) di simili stampanti.
«Chiunque - spiega Botti - può però portarci la propria idea o il proprio modello virtuale, vedendoli realizzati in poco tempo e con costi che vanno dai 10 ai 30 euro l’ora. Ci rivolgiamo ad aziende, professionisti, studenti, artigiani, hobbisti, e a chiunque si voglia avvicinare al fantastico mondo del 3D e delle tecnologie digitali. Ma vogliamo diventare anche un punto di riferimento per i progetti che nascono dal mondo dei nuovi artigiani digitali e dei designer che credono in un modo alternativo di concepire i propri prodotti».
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Non solo quindi la produzione di prototipi (che restano per ora gli oggetti più “stampati”), ma anche la produzione di tirature limitate di “made in Italy” e la loro vendita, per scavalcare così le grandi aziende produttrici e i colossi della distribuzione che spesso hanno ostacolato il posizionamento di nuovi prodotti innovativi sul mercato. «Con questo reparto – conclude Botti - si svilupperà il concept di futuro artigiano: l’affiancamento delle nuove tecnologie digitali al bagaglio culturale di conoscenze dell’artigianato locale».
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