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Montecatini

L'INTERVENTO

Raccolta rifiuti a Montecatini: «Basta con le proroghe del contratto»

Raccolta rifiuti a Montecatini: «Basta con le proroghe del contratto»

Il Movimento 5 Stelle  contesta la decisione del Comune: «Questo significa avere standard di riciclaggio non al passo coi tempi»

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MONTECATINI. Basta proroghe di contratto, basta aspettare che l'Ato si attivi, in città si ritornino a fare le cose normali e quindi anche un normale bando di gara per la gestione dei rifiuti: questa la richiesta del Movimento 5 Stelle a proposito del servizio rifiuti.

«Il motivo è semplice – prosegue il Movimento –  da una parte c'è il contratto con la società Ecologia e Servizi, che di anno in anno viene rinnovato "in deroga" in attesa dell'attivazione di questa famigerata Ato (l’ambito territoriale ottimale all’interno del quale dovrà operare un gestore unico ndr); dall'altra il fatto che la Legge regionale che ha creato l'Ato  è in contrasto con le leggi nazionali (finanziaria 2008 e 2011 e al Decreto Legge 135/2012)».

In questo senso il   Movimento 5 Stelle annuncia che  presenterà in consiglio comunale mozione per chiedere  che «l'amministrazione, unitamente agli altri Comuni delle province di Pistoia, Prato e Firenze e delle altre province toscane, si faccia  promotrice  di ogni iniziativa amministrativa e politica volta a ottenere dalla Regione   l'abrogazione del Titolo 3 capo 1 della Legge regionale  69/2011 e quindi delle Ato.  Una battaglia già iniziata nelle zone di Siena, Grosseto e Arezzo, e che adesso si sposta anche nei nostri territori. Questo vuoto legislativo che di fatto si è andato a formare ha creato diversi disagi per la città di Montecatini, a partire da un servizio di spazzamento approssimativo (per il quale l'amministrazione, su spinta delle opposizioni, si è preso l'impegno di fare monitoraggio)».

«Avere un vecchio contratto per la gestione dei rifiuti     (che non può essere modificato finchè si utilizzano le proroghe) – chiude il Movimento 5 Stelle – comporta avere standard di riciclaggio ormai non al passo con i tempi (siamo fermi al 35%), comporta la mancanza di strumenti che il comune può utilizzare per obbligare il gestore ad intraprendere comportamenti virtuosi per l'abbassamento delle tariffe (ad esempio, la convenzione con Conai), comporta il non mettere in campo il sistema del riutilizzo e in generale comporta avere un sistema di gestione e smaltimento rifiuti in città che risale a concezioni vecchie di oltre dieci anni».
 

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