Il Tirreno

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Caso San Domenico «Ormai non sappiamo come andrà a finire»

di Maria Salerno
Caso San Domenico «Ormai non sappiamo come andrà a finire»

Il presidente del Cda della casa di riposo scrive ai dipendenti Dopo l’ingiunzione il destino è nelle mani del giudice

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PESCIA. «Speravo di non dovere arrivare mai a raccontarvi dell'arrivo del temuto decreto ingiuntivo: perché ero convinto di potere evitare le aule giudiziarie»: con queste parole il presidente del San Domenico, Nicola Romagnani inizia la lettera alle lavoratrici della storica casa di riposo, dopo la notifica da parte del tribunale di Pistoia dell'ingiunzione di pagamento emessa a favore della cooperativa di servizi Idealcoop per l'intero importo del debito accumulato dalla Rsa, pari alla cifra di un milione e 115.000 euro.

Romagnani parla di un incontro con il presidente della cooperativa Marco Anichini, «promosso, voluto e cercato per settimane»da lui e il sindaco e che alla fine si è rivelato «disteso, aperto, cordiale, tranquillo, promettente e rassicurante» nonostante la pesante situazione debitoria.

«E invece, con grande sorpresa e delusione di tutti – scrive Romagnani – la nostra controparte, perché tale ora è, ha scelto di chiedere a un giudice di dirimere le nostre questioni (…). Purtroppo ha preso una strada di cui nessuna delle due parti ha più il controllo e che potrebbe avere, duole ammetterlo, anche un esito definitivo e drammatico».

Nonostante la seria piega che hanno preso gli eventi, non c'è rassegnazione nelle parole del presidente, ma l'invito a tutti alla concentrazione e alla serenità, oltre alla consapevolezza di avere agito con correttezza e trasparenza. Su tale consapevolezza, si fonda anche la rassicurazione alle lavoratrici circa l'impegno del Cda nei loro confronti «tutto ciò che il Consiglio di Amministrazione può fare, lo farà, ora con una difficoltà in più, che non ha voluto e non ha cercato, ma che sarà in grado di gestire».

Infine, Romagnani chiude in polemica con quelli che battezza “gufi” vale a dire quella parte d'opposizione, che nei giorni scorsi non ha risparmiato critiche e invettive all'indirizzo del Cda, arrivando persino a chiederne le dimissioni nonché il commissariamento dell'ente.

«Il male della casa di riposo ha radici più lontane e profonde da non ricercare certo in questo Cda – è il commento della consigliera Ilaria Camarlinghi agli attacchi dell'opposizione e di Franceschi in particolare – è proprio vero che a certa gente la memoria gioca brutti scherzi. Fino a che ha amministrato non ha mai chiesto le dimissioni di nessuno. aAdesso attacca e con manifesto stupore rimane sbigottito e attonito di fronte al debito. Ma fino ad ora dove l'ha fatto il vicesindaco?».

Nonostante la Idealcoop, dopo il decreto ingiuntivo, abbia minacciato di non voler pagare gli stipendi alle lavoratrici, le stesse riconoscono il grande impegno di questo Consiglio di Amministrazione, «il primo che viene in struttura a parlare con noi – scrive una di loro su Facebook – testimone è Nicola Romagnani, che ormai ci sente tutti i giorni, tutto questo non lo abbiamo creato né noi né voi».

Quello che si domandano tutti a questo punto è: sarà mai possibile risalire a chi realmente ha responsabilità amministrative e contabili in tutta questa storia? Cioè chi è causa reale del disastro in cui rischia di concludere i suoi giorni una delle strutture più importanti che il territorio ha mai avuto?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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