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Treni pendolari, un disastro

Treni pendolari, un disastro

Raffica di cancellazioni e pesanti ritardi sulla linea Firenze-Viareggio

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PESCIA. Un’altra giornata da dimenticare sulla linea Firenze-Viareggio e, nello specifico, intorno alla stazione di Pescia. Infatti, all’alba si è verificato un guasto agli enti di stazione (sostanzialmente i segnali di via libera ai convogli, scambi e passaggi a livello) che ha mandato in tilt tutto il traffico pendolare fra le 6 e le 9 del mattino.

Ben tre, infatti, i treni soppressi mentre gli altri hanno viaggiato con ritardi che sono andati fra i 50 e gli 80 minuti. Nello specifico, i convogli completamente saltati sono il 3029 con partenza da Viareggio alle 7.10 ed arrivo a Firenze alle 8.50, il 3041 che doveva muoversi da Viareggio alle 8.10 e che invece è rimasto lì fermo, così come il 3044 che doveva partire alle 7.10 da Firenze con arrivo alle 8.50 a Viareggio. Evidente che, nel tratto da Pistoia a Lucca con un unico binario, appena si è verificato il ritardo del primo convoglio, tutti gli altri si sono bloccati.

Il 3025, uno dei treni “rapidi” che doveva partire alle 6.28 da Viareggio con arrivo a Firenze alle 8.06, è giunto a destinazione con 65 minuti di ritardo, mentre il 3027 addirittura con 80 minuti stabilendo il poco invidiabile record di tutta la mattinata. Contenuti a 50 minuti, invece, i ritardi del 3040 e del 3039. Nel frattempo gli addetti di Rfi si sono messi all’opera per risolvere il problema, limitato al tratto compreso fra Pescia e Montecarlo, in modo da rendere di nuovo operativa la linea intorno all’ora di pranzo. La circolazione è tornata lentamente alla normalità con altri treni che hanno viaggiato con ritardi compresi fra 5 e 10 minuti.

Il treno al contrario. Un singolare episodio, che ci è stato segnalato da una lettrice, Gilda Santini di Montecatini, è accaduto venerdì scorso, il giorno dell’incidente fra una motrice ed un camion a Ripafratta: chi doveva andare verso Pisa, si è ritrovato sul treno per Firenze con sosta a Pescia. «Io ed una mia amica avevamo intenzione – si legge nella lettera di Gilda Santini – di andare a visitare la mostra Modigliani al Palazzo Blu a Pisa. Dopo essere arrivate a Lucca e aver cambiato là il treno, ci siamo dirette assieme ad altre dieci persone, verso il convoglio in partenza in direzione Pisa, come annunciato dall'altoparlante della stazione. Ma, una volta che il treno si è messo in moto, ci siamo accorte che questo stava procedendo in direzione Firenze. Rintracciato il capotreno, si è capito che si era venuto a creare un grave malinteso e il capotreno, non sapendo come rimediare all'increscioso episodio, si è visto costretto a far scendere tutti noi malcapitati passeggeri alla stazione di Pescia e dopo un'ora di attesa siamo infine saliti su di un autobus di emergenza alla volta di Pisa».

Saverio Melegari

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