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Maestrelli: oltre alla gaffe una bella festa

Maestrelli: oltre alla gaffe una bella festa

Al Verdi il calcio che conta, anche se questa edizione del premio sarà ricordata per la frase di Sacchi

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MONTECATINI. Certo, l’edizione 2015 del Premio Maestrelli passerà alla storia per la gaffe di Arrigo Sacchi («Troppi giocatori di colore nelle squadre Primavera»), ma la serata al Verdi ha offerto tanti altri spunti. Dalle belle parole pronunciate dal giornalista Rai Tito Stagno su Montecatini alla forte presenza delle istituzioni locali (dal sindaco Bellandi al presidente del consiglio Rastelli), ma soprattutto l’assoluta importanza dei premiati: Moreno Longo, che l’anno scorso ha portato la Primavera del Torino a giocarsi la finale scudetto; l’arbitro della finale Mondiale Nicola Rizzoli; il direttore generale della Figc Michele Uva.

E, su tutti, Giampiero Ventura, che ha ricevuto il Premio Maestrelli quale miglior allenatore della passata stagione. Ventura ha detto di sognare una Nazionale, seppure non necessariamente quella italiana; ha spiegato che per il “suo” Toro, alla vigilia della doppia sfida europea con l’Atletico Bilbao, «è un momento storico». Poi ha ripercorso le difficoltà di inizio stagione e si è concentrato sul futuro, quello “prossimo” («Atletico Bilbao, Fiorentina e Napoli: a seconda dei risultati si potranno aprire scenari diversi») e quello più lontano: «Mi hanno sempre chiesto perché non mi hanno mai fatto allenare una grande squadra, io rispondo che il mio sogno è allenare una Nazionale, forse non quella italiana, ma mai dire mai».

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