Il dolore
«Cia e Confagricoltori si sono comportate come bambini»
Dopo la bufera sulla convenzione del distretto floricolo la replica di Coldiretti: «Antepongono il tesseramento agli interessi delle imprese»
PESCIA. La “guerra tra associazioni” scoppia dentro il distretto floricolo. Nel mirino della Cia erano finiti, nei giorni scorsi sia il sindaco di Pescia Oreste Giurlani che il presidente del distretto stesso, ossia Marco Carmazzi, entrambi accusati di voler favorire Coldiretti (cui Carmazzi è iscritto) a discapito delle altre associazioni di categoria (quali Cia e Confagricoltura). Motivo del contendere la convenzione tra il distretto e un’associazione legata, sostiene la Cia, a Coldiretti.
La replica, di Coldiretti non si è fatta attendere, e si è concretizzata nell’accusa di voler creare un caso là dove non esiste, solo per dividere.
«Il ruolo del distretto floricolo – si legge nella nota di Coldiretti – è fare gli interessi delle imprese, non quello delle singole organizzazioni, né tanto meno delle singole persone come magari a qualcuno piacerebbe. La convenzione con l’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori, attorno al quale si è costruito un casus belli, andava e va esattamente in quella direzione. Con questa scelta Anve contribuirà a fornire al distretto tutta una serie di informazioni e eventuali servizi di cui potranno beneficiare le imprese del distretto floricolo, indistintamente dall'appartenenza, dal colore, dal partito, dalla bandiera e dalla religione.
Una convenzione quella con Anve prima stipulata, poi congelata e infine approvata, protagonista di «una querelle diventata purtroppo un dibattito di fazioni».
«Al centro – continua Coldiretti – dovrebbero esserci le imprese senza alcuna distinzione, perché noi siamo qui per fare il loro esclusivo interesse e per sostenerle nella loro crescita. Questo è il compito che si è dato il distretto floricolo di cui facciamo parte. Dispiace annotare una posizione a senso unico, senza ragione oggettiva, basata solo sulle illazioni, da parte dei rappresentanti delle altre organizzazioni agricole (leggi Cia e Confagricoltura). Si sono comportati come i bambini al campo da gioco quando si portano via il pallone perché non d'accordo con l'arbitro. Anteporre battaglie di partito, o peggio ancora, di tesseramento adducendo al fatto che l'Anve è vicina a Coldiretti, non significa fare gli interessi per le imprese. La sostanza delle azioni e delle iniziative dovrebbe essere l'unico elemento di valutazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
