Il dolore
Pescia: lite sui parcheggi, il Comune prova a mediare
Medici contro la società di gestione: «I dipendenti costretti a pericolose manovre quando i posti sono tutti occupati»
PESCIA. È ancora scontro tra i dipendenti Asl e il gestore dei parcheggi dell'ospedale. All'accusa dell'Intersindacale medica, secondo cui gli ospedalieri sarebbero costretti ad effettuare manovre al limite della sicurezza, il titolare della Pepar aveva risposto che per evitare disagi basterebbe rispettare gli impegni assunti a livello contrattuale. Vale a dire: occupare prioritariamente il parcheggio riservato ai dipendenti e solo se lo stesso risulta occupato andare a parcheggiare altrove.
In effetti, tra le condizioni contrattuali sembrerebbe essercene una che abilita l'uso del parcheggio “non riservato ai dipendenti” solo a condizione che quello “riservato” sia completo. «Ad ogni modo - torna ad attaccare l'Intersindacale - il contratto non prevede l'obbligo da parte del dipendente di tornare indietro in retromarcia o mettere in atto, da parte della ditta comportamenti punitivi come la disattivazione temporanea della tessera che abilita l'utilizzo del parcheggio né tanto meno minacce di blocco definitivo dell'abbonamento».
Il titolare della Pepar, Federico Incerpi non ci sta. Ha investito consistenti somme di denaro per ingegnerizzare il sistema. Lo stesso prevede che collegandosi al sito dell'azienda, l'utente con un semplice click possa verificare la disponibilità di posti. Ma perché non mettere un semplice display che indichi la situazione dei vari parcheggi? Secondo molti, basterebbe questo a risolvere il problema anche di chi non è dotato di smartphone. Nella condizione attuale, invece, il dipendente arriva, trova pieno, deve rifare il giro e se nel frattempo si libera un posto il sistema lo obbliga a tornare indietro. Non solo. La ditta considera “grave infrazione al regolamento” provare ad accedere all'altro parcheggio quando quello riservato ai dipendenti ha ancora disponibilità di posti, per cui la tessera viene bloccata automaticamente. Alla seconda infrazione la tessera viene addirittura revocata in maniera definitiva.
«Tale prassi non è presente nè nel regolamento, né nel sito dell'azienda – tuona l'Intersindacale - e la richiesta di un collega di sapere dove si trovasse una simile norma aspetta ancora una risposta da parte della Pepar». Secondo l'amministrazione, che già lunedì scorso ha incontrato l'Intersindacale, solo una soluzione di buon senso potrebbe appianare i difficili rapporti tra gestore e medici e ha dichiarato la propria disponibilità a mediare tra le parti.
«Come Comune non disponiamo di alcun strumento per imporci – ha sottolineato l'assessore all'urbanistica, Paolo Cecconi – ciò non di meno ci impegneremo a mediare affinché si possa giungere ad un accordo di buon senso, che potrebbe prevedere, ad esempio, la possibilità di riservare un numero di posti superiore rispetto al numero di abbonamenti».
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