Sicurezza
Violenze continue all'ex moglie: arrestato
Montecatini: lo stalking andava avanti da anni, il giorno di San Valentino l'ultima aggressione nel luogo di lavoro della donna
MONTECATINI. Botte e violenze, anche psicologiche, andate avanti da anni, prima e dopo la separazione, fino all’ultima aggressione sul luogo di lavoro dell’ex moglie: per questo, sabato mattina, un uomo di 35 anni è stato arrestato dagli agenti del commissariato.
È successo a Montecatini, dove le volanti sono arrivate nel giro di pochi minuti dall’ultima violenza, individuando ancora in zona il protagonista della vicenda, un cittadino albanese già noto alle forze dell’ordine, e che adesso si trova in carcere a Pistoia in attesa di convalida dell’arresto.
L’aggressione di sabato scorso ha rappresentato però solo l’ultimo gesto di un lungo elenco di violenze che andavano avanti da anni e che avevano già portato a ordinanze che vietavano all’uomo di avvicinarsi alla compagna, pure lei albanese.
Il primo episodio conosciuto alla polizia risale all’agosto del 2012, con la prima denuncia della donna per maltrattamenti in famiglia. «Ma - come ha spiegato il vicequestore Corrado Mattana in conferenza stampa – tutto lascia presupporre che, verosimilmente, la situazione si trascinasse da un po’ di tempo».
L’uomo, in sostanza, considerava la donna né più né meno che un oggetto, lui era il padrone e lei doveva obbedirgli in tutto e per tutto. E nemmeno la prima denuncia per maltrattamenti e stalking è servita a correggere questa mentalità barbarica, anzi, la situazione è andata via via degenerando, con ogni tipo di vessazioni, minacce (l’uomo avrebbe più volte portato la lama di un coltello a molla all’addome della donna, in un gesto inequivocabile) e continui passaggi al pronto soccorso e relativi referti per lesioni.
Una situazione che si è tradotta, nel marzo del 2014, in un provvedimento restrittivo nei confronti dell’uomo: questi non avrebbe potuto avvicinarsi all’abitazione e al luogo di lavoro della donna e a meno di 300 metri dalla moglie e dalla figlia (sì, perché la coppia ha anche una bambina di pochissimi anni di età).
Nel frattempo, a inizio autunno 2014, arriva la separazione legale della coppia e, quando tutto sembra avviarsi a una soluzione, l’uomo chiede (siamo al novembre scorso) una revoca al divieto di avvicinamento. La richiesta è respinta dal tribunale che però, essendosi intanto separata la coppia, concede l’affidamento condiviso della figlia. In sostanza l’uomo poteva tenere la bambina per 2 volte a settimana. Questo non avvicinandosi comunque all’ex moglie (il passaggio della piccola sarebbe dovuto avvenire attraverso i nonni paterni).
Invece, da subito, si è presentato lui a casa della ex compagna per prendere la bambina, dando il via a una nuova serie di persecuzioni verso la donna. Nuove segnalazioni alla polizia fino agli ultimi episodi.
Venerdì sera la donna, uscendo da un locale dove era andata con alcuni amici, ha trovato fuori - dall’altro lato della strada - l’ex marito, che attraverso la mimica le ha rivolto delle chiare minacce.
Una situazione che ha sgomentato l’ex moglie, che da tempo vive un profondo stato di prostazione, con attacchi di panico e crisi di ansia con timori («Per me fondati», sottolinea il vicequestore) per la propria incolumità. E quelle che erano minacce fatte a gesti diventano concrete nel giro di poche ore: la mattina successiva, sabato 14 (proprio il giorno di San Valentino, per un amaro gioco del destino), l’uomo si è presentato nel negozio dove lavora l’ex moglie e, una volta entrato, si è rivolto alla moglie, chiedendole se voleva essere massacrata dentro o fuori dal locale. Terrorizzata, e temendo anche di compromettere il proprio lavoro, la donna è uscita e qui è scattata l’ennesima aggressione.
L’uomo ha afferrato la sua vittima per la gola e, con un colpo sul costato l’ha mandata a sbattere contro la vetrina. A quel punto sono intervenute altre persone in difesa della donna, mentre è partita la chiamata al 113. «Nel giro di un paio di minuti – spiega Corrado Mattana – è arrivata la pattuglia, che ha trovato l’uomo ancora in zona, a 7/800 metri dal luogo dell’aggressione. In piena flagranza, data la vicinanza, oltre alla mole di testimonianze raccolte».
Così, mentre la donna è stata assistita al pronto soccorso, ricevendo l’ennesimo referto, l’uomo è finito in carcere a Pistoia, in attesa di un ulteriore provvedimento restrittivo, che potrebbe tradursi nel carcere fino al momento del processo (già previsto per le precedenti denunce). Uomo che, del resto, era già ben noto alle forze di polizia, con un curriculum che comprende una lunga serie di accuse: dallo spaccio alla detenzione di droga alla resistenza a pubblico ufficiale, dalla rissa alla detenzione illegale di arma fino ai danneggiamenti.
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