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Sul parcheggio all’ospedale di Pescia scontro medici-gestori

Maria Salerno
Sul parcheggio all’ospedale di Pescia scontro medici-gestori

L’Intersindacale accusa: i dipendenti costretti a manovre assurde, la Pepar replica sul mancato rispetto degli accordi presi

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PESCIA. Il parcheggio dell'ospedale torna a far parlare di sé. Non solo gli utenti continuano ad essere sottoposti a tariffe ritenute “inaccettabili” (1,50 euro l'ora ndr), ma “sarebbero quotidianamente vessati dai dipendenti all'entrata del parcheggio”, con richieste di “manovre pericolose e che violano sistematicamente il codice della strada”. Questo almeno secondo l'Intersindacale medica di Pistoia, che proprio ieri ha scritto una lettera alle autorità politiche e giudiziarie nonché ai responsabili della ditta Pepar, sollecitando al più presto un incontro per discutere del merito della faccenda.

«I responsabili della ditta Pepar – si legge nella lettera del sindacato dei medici – obbligano i propri dipendenti, addetti all’entrata al parcheggio, a vessare non solo i cittadini, ma in particolare i dipendenti dell’Asl 3 obbligandoli a delle manovre pericolose in retromarcia a dispetto del codice della strada. Tutto questo in curva, di fronte all’ospedale dove è pieno di pedoni, carrelli e auto che transitano. Solo ed esclusivamente per obbligarli a parcheggiare in un area riservata che deve essere assolutamente occupata per intero. Spesso a causa dei turni, questa area riservata si libera e costringe il dipendente Asl a fare uno o più giri contro qualsiasi logica di buon senso, mentre il 90% del parcheggio di fronte l’ospedale rimane vuoto».

La Pepar, dal canto suo, dà una lettura dei fatti molto diversa da quella rappresentata dalla sigla sindacale. Nessuna pressione sui dipendenti, anzitutto, da parte dei responsabili della ditta. Non sono loro che costringono alle “manovre abusive”, ma un semplice automatismo che prevede il riempimento del parcheggio riservato ai dipendenti Asl, quello di piazza Guido Rossa, prima che si apra l'altro parcheggio in piazza Falcone di fronte all'ingresso dell'ospedale.

«Esiste un preciso impegno contrattuale da parte degli ospedalieri – spiega Federico Incerpi, titolare della ditta – secondo cui devono occupare il parcheggio loro riservato, solo una volta che lo stesso non avrà più posti disponibili potranno parcheggiare nell'altro. Se si va direttamente al parcheggio di piazza Falcone quando quello di piazza Guido Rossa ha ancora posti liberi è il sistema che impone di tornare indietro, con conseguenti disagi per tutti. Per cui non capisco il senso di questa protesta, l'accordo è stato siglato oltre due anni e mezzo fa e da allora nulla è cambiato. Per evitare qualsiasi problema basterebbe, dunque, che i dipendenti si limitassero a rispettare gli impegni presi».

 

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