Finanza
San Baronto mobilitato per le sue Poste
Già raccolte più di 250 firme in difesa dell’ufficio del paese, e la sottoscrizione continua in farmacia
LAMPORECCHIO. Sono oltre 250 le firme raccolte in meno di una settimana per scongiurare la chiusura dell'ufficio postale di San Baronto, prevista a marzo dal piano di razionalizzazione di Poste Italiane Spa.
Alla farmacia della frazione è possibile sottoscrivere la petizione che ha l'obiettivo «di far capire che questo tipo di decisioni si prendono dopo una serie di diverse valutazioni e di confronti aperti con i cittadini. Cerchiamo di fare il possibile per salvare l'ufficio e nei prossimi giorni organizzeremo un'assemblea pubblica per proseguire con la mobilitazione».
«Non è la prima volta che le poste di San Baronto vengono messe in discussione – spiega Sandra Palandri, titolare della farmacia ed ex consigliere comunale a Lamporecchio – ma è la prima volta che ci viene prospettata all'improvviso una chiusura certa. Questo però è uno sportello che lavora ed è un punto di riferimento importante, e non solo per gli 800 residenti della zona: il servizio è infatti utilizzato anche dalle persone di Lamporecchio, di Casalguidi e della località Pineta di Larciano, oltre da chi si trova di passaggio, proprio per la sua ubicazione e per la sua relativa tranquillità».
L'ufficio postale più vicino, quello nel centro di Lamporecchio, è distante 4 chilometri e non facilmente raggiungibile dai tanti anziani che vivono in questa area montana del territorio. «E poi c'è da dire che il presidio svolgeva una funzione importante anche d'estate, quando arrivano i turisti e la popolazione triplica – riprende Palandri – noi insieme alla Pro Loco e all'amministrazione comunale continueremo con la nostra battaglia. Anche perché, chiuse le poste, in molti trasferiranno il proprio conto in una banca, e l'azienda così perderà numerosi clienti». (Lu.Si.)
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