Toscana
Urbanistica: il nuovo regolamento bocciato dalle opposizioni
MONSUMMANO. Regolamento urbanistico: «l’assessore Mariotti non conti sul nostro voto favorevole». Le forze di opposizione cittadine (Monsummano Bene Comune, Forza Italia e Movimento 5 Stelle) firmano...
MONSUMMANO. Regolamento urbanistico: «l’assessore Mariotti non conti sul nostro voto favorevole». Le forze di opposizione cittadine (Monsummano Bene Comune, Forza Italia e Movimento 5 Stelle) firmano una nota congiunta sull’argomento.
«Non sappiamo a quale commissione consiliare abbia partecipato l'assessore Mariotti per rilevare l'assenso delle minoranze al regolamento, come da lui dichiarato su Il Tirreno (si parlava di “parere positivo” ndr). Nella commissione abbiamo espresso forti critiche. Non vorremmo che questo sia un abbaglio frutto della sua speranza per un voto favorevole in consiglio che preannunciamo non ci sarà».
Poi il comunicato entra nel merito: «Prima di tutto abbiamo criticato il metodo imposto dalla maggioranza che non ha dato alcuna possibilità di proporre modifiche. Nessuna proposta è stata presa in considerazione in quanto avrebbe comportato l'annullamento del regolamento a causa del contrasto con il Pit regionale, che sarà approvato il 20 febbraio. La mancanza di una qualsiasi collaborazione è stata esternata dal capogruppo Pd, quando ha affermato che avendo ricevuto il consenso maggiore alle elezioni, il Pd può decidere in autonomia, confermando il suo pensiero sull’inutilità delle minoranze, che potrebbero essere abolite».
«Denunciamo ai cittadini la farraginosità del regolamento sia nella forma che nella sostanza - affermano le opposizioni - visto che la perequazione e i crediti edilizi non contribuiranno in alcun modo al rilancio dell'attività edilizia e a risollevare l'economia. Avevamo proposto l'integrazione con un piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche che preveda interventi migliorativi sui fabbricati pubblici e sugli spazi urbani. Era stato proposto il recupero delle fabbriche dismesse del centro urbano e del patrimonio edilizio esistente con incentivi premianti la qualità architettonica (riduzione degli oneri, dei contributi comunali, premi in termini di superficie utile lorda). Nessuna di queste proposte è stata accolta».
Chiude la nota: «Dove l’assessore abbia trovato il consenso delle minoranze rimane un mistero. Ma forse lui o noi eravamo presenti alla commissione di un altro Comune, a nostra insaputa».
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