Sicurezza
Pista da demolire all’Oasi: il Comune perde un round
L’amministrazione di Monsummano (proprietaria del complesso) aveva imposto l’opera ai gestori. Il Tar le aveva dato ragione, ma il Consiglio di Stato ha rimesso tutto in discussione
MONSUMMANO. L'ex Chalet di piazza Quattro Novembre, fino all'aprile 2014 sede del noto locale notturno Posta Club, quasi sicuramente finirà nella lista dei beni di proprietà comunale da vendere al miglior offerente. Questa la strada che dovrebbe seguire l'amministrazione, anche in virtù di ciò che l'edificio rappresenta: cioè un luogo da sempre considerato a vocazione commerciale e mai negli anni utilizzato a fini propriamente pubblici (fu inaugurato nel 1953 come “Chalet giardino comunale”).
È presto però per fissare un prezzo di mercato e aggiornare l'elenco delle dismissioni immobiliari. Perché prima c'è da risolvere il complicato contenzioso con la società L'Oasi della famiglia Pacini, che per oltre 15 anni ha gestito l'ex Chalet (di cui era affittuaria) e resta proprietaria del marchio Posta Club. Società raggiunta da un'ordinanza di sequestro preventivo al locale dopo che l'autorità giudiziaria ha giudicato abusivi 400 metri quadrati di superficie.
La storia, una volta che la polizia amministrativa ha affisso i sigilli ai cancelli d'entrata, è proseguita come era quasi inevitabile in tribunale. La questione gira intorno a chi deve demolire quei 400 metri quadrati abusivi (non è infatti ammesso il condono): la società L'Oasi o il Comune? L'ultima parola del Consiglio di Stato è stata favorevole ai Pacini: i giudici hanno rimandato al Tar, “sollecitando un necessario approfondimento”, la richiesta di sospensiva dell'ordinanza emanata dal municipio che imponeva la demolizione.
Dovrà quindi iniziare una discussione nel “merito”: che in pratica significa altre carte, altri documenti e altri avvocati. E con ciò altre spese. Tra i due contendenti, a questo punto, siamo 1-1, dato che nella loro prima pronuncia i magistrati amministrativi regionali avevano dato ragione al Comune, rigettando il ricorso sull'ordinanza presentato a novembre dagli ex gestori.
La trama così si infittisce. E l'ex Chalet non si sa per quanto tempo ancora resterà chiuso (ma è prevedibile per tanto). Immaginando poi ulteriori ricorsi sulla futura deliberazione del Tar, che potrebbe premiare sia l'una che l'altra parte in causa. Ad acuire lo scontro c'è anche un'ulteriore bega, quella del contratto d'affitto firmato nel 2010 dalla società L'Oasi. L'amministrazione ha dato incarico a un legale per “ottenere il rilascio” della locazione in vigore. Ma, visti i rapporti, non pare tanto semplice raggiungere neppure questo obiettivo.
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