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La confederazione agricoltori attacca il sindaco di Pescia

La Cia accusa Giurlani di aver preso le parti di Coldiretti nella riunione di distretto e chiede che il primo cittadino faccia un chiarimento pubblico

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PESCIA. Ma il sindaco da che parte sta? Questa la domanda del presidente della Cia Pistoia Sandro Orlandini, che chiede un chiarimento pubblico da Oreste Giurlani, «dopo le ultime vicende del comitato di distretto, riunitosi ieri (giovedì ndr)in una seduta burrascosa e dagli esiti al momento non chiari, che hanno visto il suo presidente Marco Carmazzi (di Coldiretti) prima stringere, senza assicurare la dovuta "collegiale responsabilità di decisione", una convenzione con l’Associazione nazionale vivaisti esportatori, e poi sospenderla in seguito alla diffida del 3 novembre da parte di Cia e Confagricoltura».

Anve che, viene ricordato, è un’associazione dove a contare è Coldiretti.

«Oreste Giurlani – scrive Orlandini – è ancora un interlocutore super partes, come il suo ruolo richiederebbe, o ha rinunciato all'improvviso all'imparzialità in agricoltura, dimenticandosi delle sue numerose dichiarazioni a favore della concertazione e di una strategia unitaria per il florovivaismo, e indossando la casacca dell'Anve, che pare godere dell'appoggio di Coldiretti, nonostante che essa stia cercando di sostituire le associazioni di categoria degli agricoltori in tante funzioni che vanno ben oltre la voce export del vivaismo ornamentale?».

Intanto la riunione di giovedì ha visto una contrapposizione fra i membri del comitato di distretto e l'abbandono della riunione da parte dei membri di Cia e Confagricoltura, Adelmo Fantozzi e Matteo Binazzi.

«Sono diversi – spiega Orlandini – i motivi di forte dissenso in questa vicenda e coinvolgono in primis l'operato del presidente Marco Carmazzi (accusato di non assicurare “la collegiale responsabilità di decisione” ndr). Il secondo motivo di dissenso è il ruolo «come minimo non chiaro» dell'Anve, che «si presenta a volte come associazione dei vivaisti ornamentali esportatori ma poi più spesso come associazione che offre servizi anche alle aziende floricole e non solo legati all'export, andando di fatto a svolgere le stesse attività che già svolgono le associazioni di categoria»

Infine, terzo motivo di dissenso, scrive la Cia «è stato il comportamento del sindaco Giurlani che, invece di astenersi su una decisione che vedeva contrapporsi da una parte Cia e Confagricoltura, si è schierato - in buona compagnia dei rappresentanti della Provincia e della Camera di commercio di Lucca - con il proprio voto apertamente per queste ultime, indossando di fatto la casacca Anve-Coldiretti».

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