Gioco
Imu, la beffa dei parzialmente esenti: proprietari a rischio stangata
Per Pescia e Pistoia, in caso di terreni dati in affitto (anche se ad agricoltori) si potrà arrivare a pagare fino a 1.500 euro l’ettaro
PESCIA. Stop definitivo ai rinvii per l'Imu sui terreni agricoli. Martedì 10 febbraio è l'ultimo giorno utile per pagare l'imposta che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi. E se già sapevamo che i terreni dei comuni montani erano tutti esclusi dal pagamento, e quelli non montani dovevano pagare tuti, emerge la beffa dei comuni parzialmente montani (vedi la classificazione nel riquadro). Una beffa che interessa “solo” tre comuni in provincia, ma si tratta di comuni pesanti: Montale, il capoluogo e città dei vivai Pistoia e Pescia, la città dei fiori.
Essere coltivati non basta. Nei comuni parzialmente montano l'esenzione è prevista solo per i terreni dei coltivatori diretti e per gli imprenditori agricoli professionali. Ma non basta, se il proprietario del terreno non coltivatore diretto o Iap, ma l’ha “solo” dato in affitto o in comodato a chi è agricoltore di professione l’Imu la dovrà pagare lo stesso. Una contraddizione, come sottolinea anche il sindaco di Pescia Oreste Giurlani:«Per il 2014 non possiamo fare più nulla, ma se la legge rimane così, per il 2015 faremo di tutto per agevolare coloro che hanno scelto di cedere i propri terreni per uso agricolo, abbassando l'imposta o addirittura prevedendo l'esenzione totale per questi soggetti. E questo perché riteniamo che coloro che si impegnano nella valorizzazione del territorio incentivando l'agricoltura vadano supportati e non vessati fiscalmente».
Il calcolo dell’imposta. Per sapere a quanto ammonta l'imposta occorre partire dal reddito dominicale, riportato sull’atto di proprietà o sulla visura catastale, questo deve essere poi ulteriormente rivalutato del 25 per cento e moltiplicato per il coefficiente fisso 135. Al risultato ottenuto bisogna poi applicare l’aliquota Imu sui terreni, fissa al 7,6 per mille.
La stangata. Questo conto si tradurrà, per i comuni dove vivaismo e floricoltura sono diffusi (come appunto Pistoia e Pescia) in una mazzata per quei proprietari di terreni che, non essendo contadini di professione, anziché lasciarli abbandonati, li affidano a coltivatori diretti o imprese agricole. In questo caso, infatti, il reddito dominicale è più alto e, come se non bastasse, lo stesso andrà rivalutato del 25 per cento. Solo per fare un esempio, citato dallo stesso Giurlani: l'Imu su un ettaro di terreno agricolo adibito ad attività agricola potrebbe arrivare a costare al proprietario non iscritto come imprenditore agricolo tra i 1.000 e i 1.500 euro vale a dire tra i 10 e i 15 centesimi al metro quadro. Insomma, paradossalmente potrebbe pagare di meno chi lascia un terreno in stato di abbandono. Non male. Soprattutto in tempi di crisi.
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