Sicurezza
Schiaffo a una modella nei guai il re dei dessert
La vicenda giudiziaria coinvolge l’imprenditore milanese (ma di origini chiesinesi) Attilio Bindi che, a sua volta, ha querelato la ragazza
CHIESINA UZZANESE. Uno schiaffo dato durante una serata in un locale a Forte dei Marmi fa partire una vicenda giudiziaria che vede coinvolti da un lato il re dei dessert, l’imprenditore milanese (ma di origine chiesinese) Attilio Bindi, e dall’altro una modella olandese. Con tanto di denunce e controdenunce che porteranno, con ogni probabilità, a un vero e proprio processo penale.
I fatti risalgono all’ottobre del 2011. Tutto avviene in una serata nel locale White, ai tempi della vecchia gestione. Attilio Bindi vive a Milano ma ha la Toscana nel cuore: è originario di Chiesina Uzzanese, da cui il nonno, omonimo, era partito per fare fortuna nel campo dei dolciumi. Di conseguenza, da buon toscano, frequenta la Versilia.
Secondo quanto riportato nella denuncia della modella - assistita dagli avvocati Cristiano Baroni e Debora Ianniello - che si trovava nel locale con delle amiche, lo schiaffo le viene rifilato dall’imprenditore al termine di una conversazione dai toni via via sempre più accesi. Una conversazione che lei aveva intenzione di interrompere, prima che l’uomo - secondo quanto raccontato nella denuncia - le rifilasse lo schiaffo.
Inizialmente, si parla di lesioni semplici e la vicenda finisce di fronte al giudice di pace. Con l’imprenditore che a sua volta querela la ragazza per calunnia, ritenendo scorretta la sua ricostruzione.
Nel frattempo, però, gli avvocati difensori della modella presentano due perizie mediche. Dove si parla di lesioni superiori ai 20 giorni di cure, e addirittura anche di danni permanenti che sarebbero stati causati dal colpo. A quel punto, il giudice di pace - in un’udienza tenutasi pochi giorni fa a Lucca - rimette gli atti alla Procura, perché quando le lesioni sono superiori a 20 giorni deve procedere il tribunale ordinario. Il che significa che nei prossimi giorni potrebbe aprirsi un vero e proprio procedimento penale.
La ricostruzione degli avvocati difensori di Bindi - tutelato dallo studio legale Isolabella di Milano - è però differente rispetto a quanto raccontato dalla ragazza.
Secondo questo scenario, ci sarebbe stata la caduta di un bicchiere alla base dell’alterco. La ragazza - secondo quanto raccontano gli avvocati che tutelano Bindi - si sarebbe alterata, e avrebbe cercato di colpire l’imprenditore. Che avrebbe risposto, alzando a sua volta le mani. Ma senza la volontà - ribadiscono i legali - di fare del male alla giovane.
Ora non resta che attendere le valutazioni della Procura e nel caso del giudice, perché esaminino di nuovo il caso e decidano il da farsi. Quel che è certo è che della vicenda si tornerà a parlare in tribunale.(m.t.)
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