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Il protocollo sulle Terme slitta di una settimana

Il consiglio comunale di Montecatini dove si è affrontato il tema delle Leopoldine (Foto Nucci)
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Il consiglio comunale di Montecatini dove si è affrontato il tema delle Leopoldine (Foto Nucci)

Avrebbe dovuto ottenere il via libera della giunta regionale ma il Comune di Montecatini ha posto degli emendamenti. Ancora frizioni sulla nomina della consulente Arabella Ventura

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MONTECATINI. Slitta di una settimana la firma del “protocollo” per le Terme di Montecatini. Nella riunione di lunedì 9 febbraio della giunta regionale, infatti, la pratica non ci sarà, in quanto giovedì scorso, 5 febbraio, la giunta comunale ha introdotto degli emendamenti. Insomma, c’è da dare il tempo ai funzionari fiorentini di studiare le carte prima di sottoporle a Rossi & Nocentini, che dunque torneranno a occuparsi di Montecatini lunedì 16 febbraio. E anche il consiglio comunale di lunedì pomeriggio alle 18 a questo punto non affronterà l’argomento termale.

Soldi dal Cipe. Da ricordare, comunque, che la firma del protocollo non significa che è tutto a posto, ma è semplicemente lo “start” per i tecnici incaricati di redigere il piano definitivo con gli indirizzi relativi a dove prendere i finanziamenti per completare la piscina alle Leopoldine e a come riposizionare la società. Tecnici che, come annunciato anche dal sindaco Giuseppe Bellandi nel consiglio del 28 gennaio, avranno 60 giorni per concludere il loro lavoro e sottoporlo ai soci. Intanto se da una parte c’è la notizia positiva che tra pochi giorni dovrebbero arrivare i cinque milioni stanziati dal Cipe, dall’altro lato c’è il pool di banche guidate da Bnl che resta in attesa di firmare il nuovo mutuo da 8,3 milioni, ricontrattato dall’au termale Fabrizio Raffaelli.

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Io non pago. E non accenna a placarsi il nervosismo scaturito dalle dichiarazioni dell’assessora Sara Nocentini e dal suo siluramento de facto di Raffaelli, a cui è stata affiancata Arabella Ventura che dovrà completare una minuziosa relazione sui conti della spa. Da più parti si continua a sottolineare che un consulente era già stato nominato dalla Regione, quel Giancarlo Sassoli che in un primo momento era stato indicato come au, salvo poi accorgersi (ma solo al momento della firma del contratto) che non aveva i requisiti di legge, e dunque sostituito da Raffaelli. Al quale ha dato consigli su come far tornare un po’ di conti, dietro compenso da 40mila euro. Ecco, da Montecatini si sottolinea che lo stesso non deve succedere con la Ventura, che dovrà restare in carico alla Regione.

Maltagliati. Infine c’è da segnalare che almeno un estimatore, Sara Nocentini, a Montecatini l’ha trovato. È l’ex consigliere regionale Carlo Maltagliati, secondo cui «finalmente sembra che siamo arrivati alla resa dei conti sulle Leopoldine. C' è voluta la decisione dell'assessore regionale per richiedere chiarezza sulla situazione economica. Gli errori fatti dalla Regione e dalle amministrazioni del Comune sono sotto gli occhi di tutti. La Regione dal canto suo ha dato sì dei contributi straordinari, ma molto furbescamente ha preteso quote maggioritarie della proprietà, a scapito del Comune e con il beneplacito della Giunta Bellandi». Poi Maltagliati si chiede se l'immobile sarà ceduto. «La Regione i parla di un mutuo di 50 milioni da rendersi in 30 anni acquisendo l'intera proprietà immobiliare delle Terme? Lascerebbe al Comune la gestione? Spero che questa sia una barzelletta perché altrimenti l'operazione sarebbe più vicina uno strozzinaggio, visto che a suo tempo l'intera proprietà è stata valutata oltre i 100 milioni. Prendersi la proprietà e lasciare al Comune la gestione, significherebbe farlo fallire». (a.g.)

 

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