Finiti i lavori di restauro alla chiesa di S. Stefano
LAMPORECCHIO. Si è da poco concluso il complesso intervento di restauro che ha interessato la facciata, l’altare, il crocifisso e altri apparati decorativi della chiesa di S. Stefano. I lavori,...
LAMPORECCHIO. Si è da poco concluso il complesso intervento di restauro che ha interessato la facciata, l’altare, il crocifisso e altri apparati decorativi della chiesa di S. Stefano. I lavori, iniziati nel maggio 2014 in accordo con la Soprintendenza di Firenze e resi possibili grazie al sostegno della Fondazione Caript – che li ha interamente finanziati con un contributo di oltre 100.000 euro – si erano resi necessari per recuperare porzioni della chiesa gravemente danneggiate e restituire così piena funzionalità alla struttura. Domenica alle ore 12 si terrà la cerimonia di inaugurazione della chiesa restaurata alla presenza del vescovo di Pistoia, mons. Fausto Tardelli.
L’edificio, ricostruito in stile neorinascimentale fiorentino tra 1900 e 1921 sulle antiche preesistenze delle pieve (di cui si è conservata la torre campanaria trecentesca e la cappella barocca), presenta un impianto a tre navate, con transetto e cupola a base circolare, e una facciata rimasta incompiuta a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. Dopo un’indagine geologica del terreno sottostante alla chiesa, che ha rivelato l’assenza di fondamenta in corrispondenza dell’altare (causa in parte dei suoi gravi danni strutturali), sono iniziati i lavori sotto la direzione dall’architetto Mirta Cappelli: si è proceduto così alla pulitura, tinteggiatura e consolidamento della facciata, sostituendo l’intonaco distaccato e ripristinando le lesioni degli elementi decorativi, in particolare nel timpano e nel rosone centrale, scolpito con fiori e ghirlande. Inoltre sono state inserite contro-vetrate in corrispondenza delle finestrature a mosaico della navata centrale e del transetto, al fine di proteggerle delle intemperie, e sono stati realizzati nuovi portoni esterni. All’interno, invece, ha richiesto particolare cura e attenzione il restauro e il consolidamento strutturale dell’altare, che si presentava in pessimo stato di conservazione, così come il ciborio, e il crocifisso ligneo.
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