Il Tirreno

Montecatini

Droga, stroncata una rete di trafficanti in odore di camorra

di Luigi Spinosi
Droga, stroncata una rete di trafficanti in odore di camorra

Tredici ordinanze fra arresti e obblighi di firma in tutta Italia al termine di un’indagine partita nel 2009 Importavano coca e hashish da distribuire in Toscana, stretti legami con i clan Moccia e Leveque

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Rifornivano il mercato della droga della Toscana e non solo, e proprio in Valdinievole stava uno dei punti nodali dell’organizzazione sgominata giovedì dai carabinieri di Montecatini al termine di un’operazione che ha portato a 10 arresti e a tre obblighi di firma (più il sequestro di una grande quantità di stupefacenti e di denaro e la denuncia di oltre un centinaio di persone a vario titolo coinvolte nell’indagine).

Un’operazione, quella illustrata dal colonnello Eugenio Cacciuttolo e dal capitano Enrico Vellucci, che ha richiesto un’enorme mole di lavoro, tra intercettazioni, appostamenti, pedinamenti e così via. Del resto si è trattato di un’attività molto ampia, nel tempo e nello spazio, visto che il via all’indagine risale al dicembre del 2009, e l’attività investigativa (così come gli arresti) hanno portato i militari a operare non solo in tutta la Toscana, ma anche in parecchie regioni d’Italia, dal nord al sud.

Ma andiamo con ordine. Tutto parte, come accennato, da una prima indagine, iniziata a fine 2009 dopo l’arresto di un pregiudicato di Montecatini, trovato con mezzo chilo di cocaina. Questi divenne collaboratore di giustizia, dando il via all’indagine che ha portato alla scoperta di una vera e propria rete per l’acquisto e la distribuzione di droga (cocaina e hashish in particolare), che si riforniva di stupefacente in varie regioni d’Italia per distribuirla sui vari “mercati” della Toscana (in Valdinievole, ma anche in Versilia, Lucchesia, Pisa, Pistoia) e non solo (in un caso la droga era stata destinata allo spaccio sulla Riviera Romagnola).

Questa attività, andata avanti per anni, ha portato nel tempo al sequestro di due chili complessivi di stupefacente (equamente divisi tra coca e hashish), a recuperare circa 65.000 euro un contanti, all’arresto di 17 persone sorprese in flagranza di reato (in particolari spacciatori sorpresi mentre vendevano le dosi) e a un centinaio di denunce per reati vari.

Ma soprattutto i carabinieri hanno dovuto far convivere questo lavoro sul campo con quello investigativo, per cercare di ricostruire nei dettagli l’intero movimento della droga e i protagonisti di questo meccanismo. Le indagini hanno portato a scoprire uno stretto legame con il mondo della criminalità organizzata, nello specifico con i clan camorristici “Moccia” di Marano di Napoli e “Leveque” di Torre Annunziata (a cui appartenevano anche alcune delle persone arrestati giovedì).

Per questo a coordinare le indagini sarà la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nello specifico il pubblico ministero Giulio Monferini. E giovedì, dopo che il Gip del tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti ha emesso le ordinanze, sono scattati gli arresti per l’operazione, condotta dai carabinieri di Montecatini, denominata “Smok & king”.

I carabinieri di Montecatini, in collaborazione con i militari dei reparti delle diverse province italiane interessate e delle unità cinofile di Firenze, hanno eseguito 10 delle 13 misure cautelari ordinate dal Gip: 10 arresti (4 in carcere e 6 ai domiciliari, e tre obblighi di firma). Tre gli arresti eseguiti a Montecatini (due dei quali ai domiciliari), le altre ordinanze riguardavano persone residenti nelle province di Pisa, Firenze, Varese, Roma, Napoli, Lecce e Messina.

La maggior parte di queste persone (di cui non è stata rivelatà l’identità) sono di nazionalità italiana e tre di loro, risultati al momento irreperibili, sono ricercati su tutto il territorio nazionale.

Infine una curiosità, il nome dell’operazione, “Smok & boss”: questo era il nome con cui, su un’agenda rinvenuta durante l’indagine, veniva indicata una delle persone coinvolte. Il “Re del fumo” (con riferimento alla sua “specializzazione” sul traffico di hashish) per essere precisi, anche se la parola “fumo” (“Smoke” in inglese) era scritta in modo sbagliato. Ma alla fine si è deciso di mantenere quel nome, errore compreso, per tutta l’operazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini