Sicurezza
Minacce al sindaco, assolto in tribunale
L’uomo si era scagliato verbalmente contro il primo cittadino di Larciano per dei pagamenti in ritardo
LARCIANO. In un momento di rabbia aveva pronunciato parole minacciose verso il sindaco, e per questo era stato denunciato. Pochi giorni fa si è chiusa con l’assoluzione la vicenda di Gjegaj Gazmir, una vicenda giudiziaria che aveva preso il via da un episodio di 4 anni fa. All’epoca Gazmir aveva svolto un lavoro per conto del Comune di Larciano, un’opera per qualche migliaio di euro.
Solo che, non avendo fatto i conti con i biblici tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, comincia a fare la spola con il Comune, per avere i soldi dovuti, e qui il primo momento di esasperazione.
Esasperazione che cresce quando l’uomo è costretto a tornare in Comune, per chiedere aiuto per lui e per la sua famiglia ai servizi sociali.
Una situazione paradossale quella vissuta dall’uomo (un padre di famiglia di origine albanese, da molto tempo Italia), quella di dover chiedere soldi per tirare avanti, e proprio a chi è già suo debitore.
È così che arrivano il momento di rabbia e quelle parole, che facevano riferimento a un brutto precedente larcianese (quando l’auto del sindaco fu trovata danneggiata da alcuni colpi di pistola) pronunciate durante un incontro con i servizi sociali. Parole che suonavano minacciose e che portarono alla denuncia dell’uomo da parte del sindaco di Larciano Antonio Pappalardo.
Pochi giorni fa però, la fine della vicenda con la completa assoluzione. Durante il processo il giudice Gianluca Mancuso ha accolto la tesi difensiva di Gjergaj il quale, assistito dagli avvocati Alessandro Fagni e Ilaria Valentini, sosteneva che le sue parole non volevano essere una minaccia verso il sindaco per fargli adottare un atto contrario al suo ufficio, ma erano solo uno sfogo dettato dalla disperazione di quei momenti.
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