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Al San Domenico, otto posti letto a bassa intensità di cura

Al San Domenico, otto posti letto a bassa intensità di cura

Pescia: in attesa di un accordo con la cooperativa la Regione approva il progetto, l’iniziativa frutterebbe alla casa di riposo circa 250.000 euro all’anno

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PESCIA. Il presidente della cooperativa che presta i propri servizi al San Domenico potrebbe ripensarci. E tornare sulla decisione, annunciata lo scorso 29 gennaio tramite una comunicazione ufficiale alle organizzazioni sindacali, di cessare i servizi alla casa di riposo a partire dal 28 febbraio.

L'auspicio è stato formulato negli giorni scorsi dal presidente del Cda, Nicola Romagnani che si è mostrato fiducioso circa i futuri sviluppi dei rapporti tra San Domenico e cooperativa. Fiducia condivisa anche dal sindaco Oreste Giurlani, che solo qualche giorno fa, ha annunciato l'imminente attivazione dei primi progetti sperimentali di moduli a “bassa intensità assistenziale”, la cosiddetta Bia, nelle Rsa e strutture miste per anziani non autosufficienti.

Secondo quanto stabilito da una delibera della vicepresidente della Regione Stefania Saccardi, e approvata nell'ultima seduta della giunta regionale la sperimentazione riguarderà 23 progetti. E, ha annunciato Giurlani, «tra i progetti approvati c'è anche quello del San Domenico con 8 posti letto, dove l'apposita commissione di valutazione ha verificato l'esistenza di tutte le prescrizioni necessarie».

L'attivazione della Bia frutterebbe alla casa di riposo pesciatina circa 250.000 euro l'anno, una bella boccata d'ossigeno.

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